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#Giorgio di Sant’Angelo
fawnvelveteen · 11 days ago
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Veruschka in Sant’Angelo by Franco Rubartelli.
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lafrockstars · a year ago
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1975
giorgio di sant’angelo
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lafrockstars · a year ago
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giorgio di sant’angelo
1975
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napolialunnideltempo · a month ago
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NAPULEANTICA TRA VECCHIE CARTE E AMOROSI LIBRI RARITA' BIBLIOGRAFICHE                                                         P. de Stefano Descrittione dei luoghi sacri della città di Napoli 1560                                         a cura della sezione Storia – Storia Locale
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“Descrittione dei luoghi sacri della città di Napoli, con li fondatori di essi, reliquie, sepolture et epitaphii scelti che in quelle si ritrovano; l’intrate et possessori che al presente le possedeno, et altre cose degne di memoria. Opera non meno dilettevole che utile, per Pietro de Stefano napolitano. Con privilegio, in Napoli, appresso Raymondo Amato, nel’anno MDLX.”
Tra i molteplici, eccellenti libri che si conservano nella nostra Biblioteca Nazionale vi segnaliamo il «ms. X.B.20: Aggiunta alla Napoli sacra dell’Engenio Caracciolo Napoli, entro il 1689» (*Trascrizione di Michela Tarallo (carte 1-127) e Alessandro Grandolfo (carte 128-269). Revisione ecdotica e note di Elisabetta Scirocco e Michela Tarallo.). Desideriamo portare all’attenzione dei nostri lettori, la sola introduzione al volume per la  nostra rubrica “NapuleAntica” prima di passare alla lettura dei luoghi sacri del “de Stefano”. In questo articolo troverete interessante e inedita, la leggenda: “che uno detto Cola de Fiore havea incominciato ad edificar ditto luogo per uno hospidale; ma lo Diavolo, sempre inimico delle buon opre[…]”; e infine stupirà più di un lettore, la prossima settimana, la bella, precisa descrizione dell’Annunziata “cappelle,suoi benefici e benefattori” mai riportata da altro scrittore o studioso: l’Annunciata è una famosa et honorata chiesa con suoi hospidali. Nel luogo dove al presente sta, per l’adietro vi si comettevano molti maleficii a’ viandanti[…]. Buona lettura.   
«Da: Aggiunta alla Napoli sacra dell’Engenio Caracciolo Napoli, entro il 1689».
Q[uan]to4 sia grande la pietà de’ napoletani verso il culto divino non occorre che io forzare mi vogli in dimostrarlo o con l’attestatione da altri scrittori fattane, o con altra sorte d’argomenti, essendo cosa per sé stessa manifesta, né essendo chi presuma di negarla o contradirla; che perciò, quando ciò far volessi, bisognarebbe che rinfacciato mi fusse quel tanto che Altalcida rinfacciò ad un sofista che, in presenza del popolo d’Atene, come scrive Plutarco, havendogli detto di es[sere di]sposto5 ad illustrare co’ lumi dell’eloquenza le prodezze d’Alcide, gli rispose: “Et quis eum vituperat?”.
Et invero, chi non conosce et ammira co’ proprii occhi, in Napoli, la profusione di vastissimi tesori con pietosa magnanimità impi[e]gati6 da’ napoletani in erigere tempii e chiese o ad honore dello stesso Dio, uni[tam]ente7 considerato in tutte le tre persone divine, sotto titolo della Santissima Trinità; o in quella della seconda particolar persona divina che è il Verbo increato di Cristo signor nostro, et a questa, o come salvatore e redentor del mondo, sotto titolo del Salvatore, o come bambino procreato dalla sua madre Maria nel presepio di Bettelemme, o come morto in una croce, o come glorioso risorto et assunto in cielo sotto titolo dell’Ascentione, o ascoso negli accidenti d’un’hostia col nome del Santissimo Sacramento, o sotto il titolo del venerando segno della Santa Croce in cui operar volle la redentione del genere humano; o ad honore della terza persona della Santissima Trinità, sotto titolo dello Spirito Santo? Alla Madre di Dio, Vergine Santissima Maria, presso che infiniti sono i tempii, chiese e cappelle dedicategli o sotto titolo dell’Immaculata sua Concettione, o della sua Presentatione al Tempio sotto titolo di Santa Maria delle Gratie, o dell’annunciatione fattagli dall’arcangelo Gabriele in dover essere madre di Dio senza mancamento della sua virginità, con titolo della Santissima Annunciata, o della sua filicissima Nascita fatta al mondo, come cagione della redentione di quello, o del suo felice Parto fatto di Cristo signor nostro, o dell’essere Madre di Dio, o della sua felice morte al mondo e nuova vita et assuntione in corpo et in anima in Paradiso, ove fu con gran festa coronata regina del cielo e della terra, e ciò o col titolo dell’Assuntione di essa gloriosa Maria, o di Santa Maria dell’Incoronata, o di Regina Cæli, o di Donna o Signora, [1v] Regina e simili, et anche co’ titoli di Santa Maria degli Angioli, o di Tutti i Santi, o delle Vergini, de’ quali tutti fu coronata regina assunta in cielo; o alludendo alle s[u]e8 particolari virtù e proprii attributi, come in essere Porta, Stella e Scala del Cielo, Madre di Misericordia,9 di Pietà, di Sapienza, di Carità, Refugio de’ Poveri, Consolatione degli Afflitti, dispensiera de’ miracoli della Vita, della Sanità, delle Gratie e simili. E secondo ciascheduno di esse sue speciali virtù e particolari attributi, e secondo che alcuno atto o misterio dell’ammiranda sua vita e morte ne dinotano, non una sola chiesa, tempio o cappella, ma molti vedendosi erette.    [CONTINUA]
Santa Maria a Chiazzolla è una povera cappella posta dentro lo sopradetto Fundico di Santo Vitale, et già è discoperta, et mai vi si celebra. Si tene per certo che l’intrate ch’havea detta cappella siano state occupate.
Santo Severo è una cappella sita dirimpetto la porta maggiore di Santo Giorgio; si governa per l’estaurita di San Giorgio, have d’intrata circa ducati ducento, et di continuo vi è un prete per fare lo sacrificio, per vi essere la comodità dele stanze, et del resto ne fanno bene a’ poveri dela piazza. Santa Maria dela Stella è una cappella posta adietro dela prenominata cappella di Santo Severo, e proprio nela piazza detta de’ Gramatici. Fu edificata per uno grande architettore, nominato lo Mormando. Have d’intrata circa ducati sissanta, et è estaurita dela piazza; vi teneno un prete per locotidiano sacrificio, et lo resto di detta intrata ne fanno bene a’ poveri dela strada. Sant’Angelo è una cappella sita quando si vene dala prenominata cappella di Santa Maria dela Stella et si va ne[45r]li Ferri Vecchi, et proprio prossima nel muro d’uno fundico qual sta sopra Santa Maria de Libera, dove anticamente chiamavano lo Vico de’ Aragonesi. L’abbate è lo magnifico e reverendo Cesare Carmignano, dicesi che ne have d’intrata circa ducati quaranta, et lui vi fa celebrare.
Santa Maria de Libera è una cappella grande et antica posta nella Piazza di Ferri Vecchi, e prossima ala prenominata cappella di Sant’Angelo. Non si può havere notitia del fundatore; nelpresente è rettore lo reverendissimo Giovan Antonio dela Tolfa, gentil’huomo napolitano et vescovo di San Marco, ne have d’intrata circa ducati settanta, e lui vi fa celebrare. Nela detta cappella vi sono molte sepolture di marmo de circa anni trecento; non sono noti li nomi de loro famiglie, però si pensa siano stati forastieri.
Santa Maria de Capo Rosa, alias Cappelluni, è una cappella sita in mezzo la detta Piazza di Ferri Vecchi, quando si vene dala sopra detta Santa Maria de Libera per andare nela Strada dela Sellaria aman sinistra, et vi si ascende con certe gradi. Molti anni sono che non vi si celebra, per star discoperta. N’è abbate lo reverendo Cola Giovanne Maresca. L’intrata che tene dicono quelli dela strada che sono circa ducati cinquanta La Maddalena è una cappella qual è posta fuor la città, e proprio appresso lo ponte sopra il fiume Sebeto, qual piglia lo cognome di detta cappella, nominandosi lo Ponte dela Maddalena. Nel presente detto ponte è restaurato in miglior forma per don Berardino Mendozza, [45v] fu luogotenente del’illustrissimo don Per Afan de Rivera duca di Alcalà e viceré, et locotenente generale nel presente Regno. Però dicono che detta cappella non have alcuna intrata.
Santa Maria dela Gratia è una cappella con belle stanze e cortiglio, posta quando si vene dal sopranominato ponte et si va verso la Porta Nolana et del Mercato. Si governa per mastria, qual vitiene un sacerdote per fare il sacrificio; et ciascun anno maritano quattro figliuole, e tutto d’elemosine, che par mirabil cosa ch’una povera cappella senza alcuna intrata solo di elemosine facci celebrare tutti li giorni festivi, et dopo, al dì dela festa, mariti quattro figliuole. Et vi fanno una bella festa, facendovi correre li palii, e facendovi anco ballare le donne ala gioia; però tutto procede da nostro signor Dio, qual sempre agiuta et favorisce le buone opere.
Santa Maria de Loreto è una grande cappella, situata quando si ritorna dal detto ponte per andar alla Porta del Mercato. È stata edificata nel mio tempo, si governa per mastria, have d’intrata circaducati trecento; ove pigliano tutti i figlioli orfani a’ quali manca la comodità del vivere, che nel presente sono cento venti. Et li mastri vi teneno un maestro con la scola per darli buon documento.E più teneno tre preti di messa senza diaconi, però che si servino di detti orfani tanto nel respondere nele messe lette quanto nel respondere alla messa cantata; et ancho vi teneno uno monasterod’orfane, del qual si raggionerrà al suo luogo.
[46r] Sant’Angelo dell’Arena è una cappella con un gran cortiglio, posta quando si viene dala sopra nominata Santa Maria delo Reto, e proprio al vicino la Porta del Mercato. Si governa per mastria del’Arte de’ Gepponari, quali ciascun anno fann’una processione con li torchi, et con lo valor di quelli et con altre elemosine vi teneno un prete che vi fa lo sacrifitio, et non si parte da dettoluogo per la comodità che vi è del’habitatione.
Santa Caterina è una cappella sita infra la Porta del Torrione della Marina e Santa Maria del Carmino; è grancia dela parrocchia di Sant’Arcangelo deli47 Armieri. Si governa per mastria, per la quale si fa molto bene ai poveri. Non si può havere notitia del fundatore, ma si ha da credere essere stata edificata dalli coirari, quali l’haveno governata per mastria multo tempo, come al presente lagovernano. Have d’intrata circa ducati cento, et vi teneno dui preti et un diacono per la celebratione del sacrifitio et per distribuire li santi sacramenti dela chiesa.
D’incontro la porta piccola de Santa Maria del Carmino vi è una stanza a modo d’una cappella con la figura dela Madonna sopra la porta. S’intese dali vecchi passati che uno detto Cola de Fiorehavea incominciato ad edificar ditto luogo per uno hospidale; ma lo Diavolo, sempre inimico delle buon opre, s’interpose di modo che ruinò tal opra, e fu in questo modo: che detto Cola, andando un giorno nela Preta del Pesce per comprar del pesce, ritrovando un cefaro solo, ch’altro pesce non vi era, facendo il patto con lo pescatore, et non furno d’accordo; nel medesmo istante ar[46v]rivò.llà un ferraro mal vestito, e subito s’accordò con lo pescatore e si pigliò il cefaro, dove detto Cola, qual stava a vedere, ne rimase molto ammirato et li dimandò che arte faceva; li respose ch’era ferraro, e replicando detto Cola quanto tempo havea posto a guadagnare detti danari ch’havea dispeso al cefaro, li rispose che ci era stato dui o tre giorni. Li ricordò detto Cola: “como ti governerai si te accaderà alcuna infirmità?”; detto Ferraro li concluse che nel presente voleva godere, et si alcuna infirmità li fosse venuta da poi, non li saria mancato l’hospidale di Cola di Fiore, non conoscendodetto Cola; quale, intendendo questo, disse: “adonque io faccio l’hospidale per li poltroni!”, e così mancò di sequire dett’hospidale, et il Diavolo vinse che non si sequisse detta buon’opra.
[193v] Tabola dei luoghi sacri dela città di Napoli. A   S. Agata a la Lammia S. Agata dele Monache S. Agrippino sopra Santo Augustino S. Andrea a Nido S. Andrea de’ Gattoli S. Andrea dela Marina S. Anello Carne Grassa appresso al Segio di Porto S. Anello al Vico dele Cite S. Anello dele Monache S. Anello, deli canonici regulari reformati S. Angelo prossimo al’apennino al capo della Sellaria S. Angelo al’Arena S. Angelo prossimo al Mercato Vecchio S. Angelo a Nido S. Angelo sopra al’Apennino di Pestase S. Angelo a Signo S. Angelo a Somma Piazza   Editio princeps: Stefauo   S. Anna, servita di monaci di Santo Laurenzo L’Annuntiata benedetta S. Antonio di Padua, de monache S. Antonio fuor la Porta di Capuana S. Antonio fuor la Porta di San Gennaro S. Antonio sopra San Domenico [194r] S. Apostolo sopra la Incoronata S. Apostolo a Somma Piazza S. Arcangelo ali Armieri S. Arcangelo dele Monache L’Arcivescovato L’Ascensione, servita da monaci S. Augustino, de frati   B S. Barbara appresso il Seggio di Porto S. Bartolomeo prossimo a Santa Chiara S. Bartolomeo dietro a San Giovanni Maggiore S. Bartolomeo deli Continui S. Basilio a Mezo Cannone S. Benedetto dele Monache S. Biase ala Giudeca S. Biasi al’Ulmo di San Laurenzo S. Bonifacio prossimo al monastero dela Egittiaca   C La Candelora appresso San Giovanni Maggiore198 Cappella, de’ canonici regulari riformati S. Caterina a Formello, de frati S. Caterina al Carmino S. Catarina ala Spiaggia S. Caterina prossima al seggio di Nido S. Caterina prossima a Santa Maria dela Gratia S. Catarina dele Monache S. Cecilia prossima a Santa Maria dela Gratia [194v] S. Chiara dele Monache S. Cipriano prossimo a Santo Arcangelo dele Monache S. Ciri et Giovanni al seggio di Porto S. Cosmo e Damiano appresso San Laurenzo S. Christofano nel tenimento di Capuana S. Crispino appresso l’Annuntiata S. Croce ala Montagna La Croce a Santo Augustino S. Croce dele Monache S. Croce, de’ frati franceschini osservantini La Crocella   D S. Demetrio appresso San Giovan Maggiore S. Domenico, de frati S. Donato al’Appennino di San Marcellino   E L’Egittiaca, de monache S. Eligio S. Eufemio, de’ frati capuccini   F S. Filippo e Giacobo S. Festo, de monache S. Francisco al’Anticaglia S. Francisco dele Monache   G S. Gaudioso dele Monache S. Gennarello al’Ulmo di San Laurenzo S. Gennarello fuor la città [195r] S. Gennarello Spogliamorti S. Gennaro   S. Georgio ad Forum S. Georgio de’ Genoesi S. Georgitello S. Geronimo di fronte lo monastero dela Maddalena S. Geronimo dele Monache S. Giacobo della Sellaria S. Giacobo deli Spagnoli S. Giacobo di Porto S. Giacobo et Christofano Lo Giesù dele Monache Lo Giesù, deli preti reformati S. Gioacchino, di frati franceschini osservanti S. Giovanni a Carbonara, de’ frati eremitani S. Giovanni a Corte S. Giovanni ala spiagia S. Giovanni a Mare S. Giovanni a Porta S. Giovan Baptista al Caputo S. Giovan Baptista quando si va a Portanova dala Sellaria S. Giovan Baptista in lo seggio di Porta Nova S. Giovanne e Paulo ala Montagna S. Giovanni e Paulo a Nido S. Giovanne Evangelista di Pappacodi S. Giovanne Evangelista del Pontano S. Giovanne fuor Napoli [195v] S. Giovanne Maggiore S. Giosep S. Giuliano fuor la città   H S. Honofrio c. 29 L S. Laurenzello ala Strada deli Continui c. 63 257 S. Laurenzo, de’ frati franceschini conventuali S. Ligorio, de monache S. Lonardo sopra l’Apennino di Santa Barbara S. Lonardo ala Spiagia S. Lonardo a Santa Patricia S. Luca appresso Santo Augustino S. Lucia a Santa Maria Regina Celi S. Lucia a Pizzofalcone S. Lucia, di frati franceschini al Monte di Santo Martino S. Loise, de’ frati minimi c. 131 car. 174   M La Maddalena al Ponte de Sebeto La Maddalena dele Monache S. Marcellino delle Monache S. Margarita ala Porta di San Gennaro S. Margarita al Fundico di Funato S. Margarita a Puzzo Bianco S. Margarita prossima al Seggio di Porto S. Margarita prossima al detto Seggio S. Maria a Cancello in li tenimenti di Capuana [196r] S. Maria a Cellaro in detti tenimenti S. Maria a Chiazzola S. Maria a Fortuna S. Maria a Mare S. Maria a Moneta S. Maria a Piazza S. Maria d’Agnone dele Monache S. Maria d’Alvino dele Monache S. Maria de Buon Camino S. Maria de Capo Rosa in Pestase S. Maria de Conforto, quando si va nella Spiaggia S. Maria de Costantinopoli prossima ala porta dela città S. Maria de Costantinopoli di fronte di Santo Eligio S. Maria de Gerusalem, dele monache cappucine S. Maria dela Carità S. Maria dela Consolatione dele Monache S. Maria dela Consolatione, deli frati eremitani S. Maria dela Grande S. Maria dela Gratia ala Preta del Pescie S. Maria dela Gratia ale Padule S. Maria dela Gratia in la Dohana dela Farina S. Maria dela Gratia, deli frati de San Geronimo S. Maria dela Misericordia dele Monache S. Maria dela Neve ala Spiagia S. Maria dela Neve nel tenimento di Porta Nova S. Maria dela Neve prossima a Santa Maria dela Gratia deli Frati S. Maria dela Neve a Santo Eligio [196v] S. Maria dela Neve prossima a San Severino S. Maria del’Angeli dele Monache S. Maria dela Nova sotto l’Imperati S. Maria dela Nova, deli frati franceschini osservanti S. Maria dela Rosa S. Maria dela Sapientia dele Monache S. Maria dela Scala S. Maria dela Stella S. Maria dela Trinità S. Maria d’Hercole S. Maria del Carmino, de’ frati carmelitani S. Maria delle Stelle S. Maria de Libera S. Maria deli Costanzi S. Maria deli Virgini, di monaci celestini S. Maria del’Ovo sopra la Lammia S. Maria delo Reto dele Monache S. Maria delo Reto deli Orfanelli S. Maria del Paradiso, frati carmelitani S. Maria del Parto, deli servi S. Maria del Populo S. Maria del Puzzo S. Maria del Soccorso, deli frati eremitani S. Maria de’ Mischini S. Maria de Mezzo Agosto in Capuana S. Maria de Mezzo Agosto ali Carbuni S. Maria de Mezzo Agosto sopra San Pietro a Mayella [197r] S. Maria de Monserrato nel Largo del Castello S. Maria de Piede Grotte appresso Santo Eligio S. Maria de Piede Grotte appresso Santo Augustino S. Maria de Piede Grotte, de’ canonici regolari, fuor Napoli S. Maria de’ Pignatelli nel seggio di Nido S. Maria di Porta Nova S. Maria di Porto Salvo al Molo Pizzolo S. Maria de’ Tommacelli al tenimento de Capuana S. Maria Donna Regina, de monache S. Maria Donna Romita, de monache S. Maria del’Incoronata ala Ruva Catalana S. Maria del’Incoronata ala strada de detto nome S. Maria Maddalena appresso Santa Maria dela Gratia S. Maria Maggiore S. Maria Regina Celi dele Monache S. Maria Rotonda al seggio di Nido S. Marta di fronte Santa Chiara S. Martinello prossimo a Santa Maria Rotonda S. Martino appresso Santa Maria d’Agnone S. Martino neli tenimenti di Capuana S. Martino deli monaci appresso lo Castello di Sant’Ermo Monte Oliveto deli Monaci Monte Vergine deli Monaci c. 91
N S. Nicola sopra l’Arcivescovato S. Nicola a Don Pietro S. Nicola sopra a Pestase nela Strada de Nido [197v] S. Nicola a Santa Maria di Buon Camino S. Nicola ala medesma strada S. Nicola appresso la Dohana S. Nicola de Scialli
O Ogni Santo sopra la Lammia c. 40 P S. Palma prossima alla Sellaria S. Patricia dele Monache S. Paulo al seggio di Capuana S. Paulo Maggiore S. Pellegrino sopra al seggio dela Montagna S. Petito dele Monache a Puzzo Bianco Le Pentite appresso l’Incurabili S. Pietro ad Ara, di canonici regulari S. Pietro al’Anticaglia S. Pietro al seggio di Capuana S. Pietro a Festola S. Pietro a Fosariello S. Pietro a Mayella, de monaci S. Pietro a Melia S. Pietro a muro a Santa Maria Rotonda S. Pietro prossimo a Santo Anello de’ canonici S. Pietro de’ Gattoli S. Pietro deli Ferrari S. Pietro e Paulo de’ Sassoni S. Pietro Martire, de frati [198r] Q S. Quaranto alo Lavinaro c. 55 R S. Rocco prossimo ala Spiaggia c. 57 S Lo Salvatore ali Armieri Lo Salvatore ali Tarallari Lo Salvatore a Santa Patricia Lo Salvatoriello ali Calzolari S. Sebastiano alla Porta di Capuana S. Sebastiano di fronte San Paulo Maggiore S. Sebastiano dele Monache S. Severo di fronte San Giorgio ad Forum S. Severino, de monaci S. Silvestro ali tenimenti di Nido S. Sofia appresso San Giovanni a Carbonara S. Spirito, di frati S. Stefano Maggiore   T S. Tomaso Apostolo di fronte il Palazzo dela Giustitia S. Tommaso Cantoriense appresso San Pietro Martire S. Tommaso d’Aquino appresso la Strata Toleda La Trinità, deli frati franceschini osservantini   V S. Vincentio sopra la Strada del’Incoronata S. Vitale appresso la Fontana di Serpi S. Vito ala Giudeca
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giancarlonicoli · a month ago
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23 apr 2021 16:10
“GIAN MARIA VOLONTÉ? UN MOSTRO-MOSTRO CHE HO AMATO TANTO E MI HA TRADITA COME UN PAZZO” – CARLA GRAVINA APRE LO SCRIGNO DEI DOLORI: “UNA SERA ERO AL RISTORANTE CON GLI AMICI E LUI, CHE MI AVEVA DETTO CHE SAREBBE ANDATO AL SINDACATO ATTORI, ERA LÌ CON MIREILLE DARC, OCCHI DEGLI OCCHI. MI SONO VENDICATA: MI SONO AVVICINATA A PASSI LENTI COME NEL FAR WEST, HO PRESO FRA LE NOCCHE LA GUANCIA DELLA FANCIULLA E…” - VIDEO
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Maria Laura Giovagnini per "www.iodonna.it"
«La segretaria? Manco morta! Che noia: non dice niente, non c’è da approfondire. Il fantasma, invece… Se gli dai un po’ più di spazio, diventa un bel personaggio». Così, grazie al caratterino di Carla Gravina e alla flessibilità del regista Daniele D’Anza, nasceva Il segno del comando, lo sceneggiato cult che – tra giallo ed esoterismo – nel maggio 1971 tenne 15 milioni di italiani incollati alla tv. «Gli abiti curiosi, non banali, me li portai io: mi vestivo in quel modo» racconta – a 50 anni di distanza – l’attrice, al telefono dalla sua casa romana con vista su Castel Sant’Angelo.
Vennero poi altri successi, da Alfredo, Alfredo a Madame Bovary al premio a Cannes nel 1980 per La terrazza e a quello al Festival di Montreal nel 1993 per Il lungo silenzio. Titolo profetico: da allora ha fatto perdere le tracce. Praticando L’arte di scomparire ben prima che il filosofo Pierre Zaoui scrivesse il saggio con questo titolo, sulla discrezione come gesto rivoluzionario, come forma di resistenza – morale e politica – nella “società dell’apparenza”.
Regalo di compleanno 
Perché prese la decisione?
Ero reduce dalla tournée di La morte e la fanciulla, stanca e stressata al punto che mi suggerirono di sottopormi alla cura del sonno. Nessuna collega aveva voluto lavorare con Giancarlo Sbragia, già malato grave: temevano di perdere il cachet all’improvviso… Allora avevo accettato io: mi faceva orrore mollarlo così. E, comunque, ero stufa del teatro, una vita troppo faticosa.
Un compromesso no? Un film, una serie ogni tanto…
O il taglio è drastico o non riesci, in qualche modo ti reimbrigliano. Ho subito iniziato il giro del mondo: ho fantasia, per fortuna! Sono partita da sola e sono andata in Tunisia e in Marocco: a Tangeri e ad Asilah, il paese degli artisti. E non mi sono più fermata, con l’approccio della viaggiatrice, non della turista. Mi manca Capo Nord, però potrei ancora vederlo, ho trovato il modo per una della mia età (ho quasi 80 anni io, eh, li compio ad agosto!): con il postale dei fiordi. Ti fermi in ogni porto e se desideri scendere scendi, altrimenti stai lì.
Un fantastico auto-regalo di compleanno!
Se trovassi l’energia, sarebbe un’idea… Ho sempre avuto voglia di vedere il mondo,avendo iniziato a lavorare giovanissima.
“Mio padre colonnello”
Veniva dall’Accademia?
Io? Sono stata presa dalla strada! Letteralmente. Alberto Lattuada mi ha notata all’uscita di scuola per Guendalina: frequentavo la terza media, ero appena arrivata a Roma da Gemona, in Friuli, non sapevo niente di film. Finite le lezioni, un’amica mi chiede di fermarmi un attimo. Nel frattempo, questo signore scende dall’auto e si presenta: «Sono un regista, vorrei proporle un provino». Divento rossa come un peperone e gli rispondo: «Può chiamare mio padre». Dopo due giorni, sento papà al telefono: «Chi? Lattuada?». Lo conosceva, seguiva il cinema e il teatro. E, incredibilmente, me lo ha permesso: è stato bravo, devo ammettere. Lui, un colonnello severissimo! Se non avessi indugiato quei cinque minuti con la mia amica, sarei finita a fare… Boh, non lo so! Di sicuro, non l’attrice.
Nessuna vocazione?
Per carità, no! Ero così timida che non riuscivo neppure a comprare il pane, diventavo viola, dovevo pregare prima… Poi, l’incredibile: davanti alla macchina da presa sono diventata disinvolta, ho parlato persino in friulano, dialetto che quasi non conosco. Strano, eh? Come fosse una cosa predestinata, va’ a sapere! E lo stesso al secondo provino (per Amore e chiacchiere, che le è valso il premio al Festival di Locarno 1958, ndr): quando sono entrata nello studio di Alessandro Blasetti, lui mi ha strizzato l’occhio, e io… gli ho strizzato l’occhio! Una come me, che aspettava che fossero tutti in classe per farsi coraggio ed entrare!
A scuola ci è tornata?
Mi sono iscritta a Economia domestica. Dopo tanto tempo scoprii che mio padre era andato a chiedere un consiglio sull’opportunità del provino alla professoressa di Lettere. E chi era la professoressa? La moglie di Ettore Scola (ride)! Era proprio scritto che dovessi fare l’attrice, e che dovessi incontrare – attraverso questo mestiere – il mostro.
Amore e tradimenti
Il mostro?
Gian Maria (Gian Maria Volonté, ndr). Un mostro-mostro, che ho amato tanto! Ho ancora qua davanti la foto del primo sguardo… Eravamo a Verona nel 1960, due pischelli che – durante le prove di Romeo e Giulietta – si stanno fissando. Ci siamo tanto amati, tanto detestati, tutto: però abbiamo messo al mondo una bella figlia e ora ho un bel nipote, che magari mi renderà bisnonna. Qui di fronte ho un’altra immagine…
Quale?
Sul palco a Vienna (ci applaudirono per 45 minuti!) dopo Le baruffe chiozzotte di Giorgio Strehler. Un incontro fondamentale, un maestro. Io… Insomma, gli piacevo e lui mi piaceva, ma stavo con Gian Maria e figurati se lo tradivo, sono corretta. Corretta e scema: mi ha tradito come un pazzo! E non mi ha neppure aiutato a mantenere la bambina.
Possibile?
Quando gliel’ho chiesto, mi ha ribattuto: «No». «”No” non è una risposta. Non importa: ce la farò». E ce l’ho fatta. Avrei dovuto svergognarlo: «Guardate il compagno Volonté, non si preoccupa della figlia…». In realtà, ce l’aveva con me perché non sono voluta tornare con lui.
Ha opposto il gran rifiuto?
E certo, cavolo! Una sera mi avverte: vado alla S.A.I., il sindacato attori. Ok, allora io esco con gli amici. Siamo al ristorante, una lunga tavolata, e a un certo punto uno mi avverte: «Carla, non ti voltare: nell’altra sala c’è Gian Maria». Mi giro, ovvio: era lì con Mireille Darc. Mano nella mano, occhi negli occhi.
Che colpo.
Ah, ma mi sono vendicata! Quando si sono alzati per uscire – tutti cipcip cipcip – li ho raggiunti fuori, erano davanti alla macchina (mia, peraltro) e si stavano baciando. Pensate al mio cuore! Però in questi casi divento di una freddezza pazzesca: ho fatto il nostro fischio (io e Gian Maria avevamo questo “segnale”). Non dimenticherò mai la faccia di lui quando mi ha visto!
Mi sono avvicinata a passi lenti come nel Far West (so diventare sparviera!), ho preso fra le nocche la guancia della fanciulla e l’ho girata come faceva mio padre con me: «Carina, la ragazza…».
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hotobits · 2 months ago
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Elsa Peretti, Star Designer of Elegant Jewelry, Dies at 80
NYT: “After arriving in New York in the late 1960s, Ms. Peretti was an immediate hit as a runway model for designers like Halston, Issey Miyake and Giorgio di Sant’Angelo. One day she decided that she wanted to try her hand at designing a piece of jewelry, inspired by something she had seen at a flea market.”
The Washington Post: “Peretti partied with Andy Warhol, Bianca Jagger, and Elizabeth Taylor, and by her own admission spent years subsisting on ‘little more than caviar, cocaine, vodka, and cigarettes.’” 
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