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dannatamedannatiartisti · 8 months ago
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Giuseppe Ungaretti, tratta dalla poesia "Caino"
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mesottolestellesblog · 5 months ago
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struruso · a year ago
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“Ho sorriso senza accorgermene, dev’essere così che si ricomincia.”
(web)
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lunamarish · a month ago
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La gente ormai non sa più come prepararlo, il vero caffè. Allo stesso modo, oggigiorno nessuno è più capace di scrivere a mano. Computer e macchinette per il caffè espresso: che fine può mai fare la società civile, se la gente non sa più scrivere a mano o preparare un caffè?
L’uomo che metteva in ordine il mondo, Fredrik Backman
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books-and-stories · 9 months ago
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nelmondodimelan · 5 months ago
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La domenica serve a ricordarti che sei solo.
- Mélan
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gregor-samsung · 3 months ago
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“ Vengo da una famiglia nigeriana convenzionale, di classe media. Mio padre era un professore universitario. Mia madre era una direttrice amministrativa. Cosí prendevamo in casa, com’era la norma, un ragazzo che ci aiutava nei lavori domestici, e che spesso veniva dai villaggi rurali circostanti. L’anno in cui ho compiuto otto anni, abbiamo preso in casa un nuovo domestico. Si chiamava Fide. L’unica cosa che mia madre ci ha detto di lui era che la sua famiglia era molto povera. Mia madre mandava loro igname, riso e i nostri vestiti vecchi. E quando non finivo la cena, mia madre diceva: «Mangia tutto! Non lo sai? Quelli come la famiglia di Fide non hanno nulla!» Provavo, quindi, un’enorme pietà per la famiglia di Fide. Poi, un sabato, siamo andati in visita al villaggio di Fide e sua madre ci ha mostrato un cestino con bellissime decorazioni, in rafia colorata, fatto da suo fratello. Ero stupefatta. Non avrei mai pensato che qualcuno di quella famiglia fosse in grado di produrre qualcosa. Tutto ciò che avevo sentito di loro era quanto fossero poveri, ed era diventato impossibile, per me, vederli come qualcos’altro, oltre che poveri. La loro povertà era la mia unica storia su di loro. Anni dopo ho pensato proprio a questo quando ho lasciato la Nigeria per andare all’università negli Stati Uniti. Avevo diciannove anni. La mia coinquilina americana era sconvolta a causa mia. Mi ha chiesto dove avessi imparato a parlare l’inglese cosí bene ed è rimasta frastornata quando le ho detto che la Nigeria si dava il caso avesse l’inglese come lingua ufficiale. Mi ha chiesto se poteva ascoltare quella che chiamava la mia «musica tribale» e di conseguenza è rimasta assai delusa quando le ho mostrato la mia cassetta di Mariah Carey. Pensava che non sapessi usare un fornello. Ciò che mi ha colpito di piú è stato questo: che le facessi già pena ancor prima di vedermi. Il suo atteggiamento iniziale verso di me, in quanto africana, era una specie di pietà paternalistica e benintenzionata. La mia coinquilina aveva un’unica storia dell’Africa. Un’unica storia fatta di catastrofi. In questa unica storia, non vi era alcuna possibilità che gli africani fossero in alcun modo simili a lei. Nessuna possibilità per sentimenti piú complessi della pietà, nessuna possibilità di un rapporto alla pari tra esseri umani. “
Chimamanda Ngozi Adichie, Il pericolo di un'unica storia, Einaudi (Traduzione di Andrea Sirotti; Collana Vele), 2020. [Libro elettronico]
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laragazzacolcuorefragile · 6 months ago
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si è solo soli
- La ricerca della Felicità.
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coccinellevoyage · a year ago
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An Evening at Home Edward John Poynter, 1888
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foreverblondie23 · 2 months ago
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ioappartengoalmare · 4 months ago
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mesottolestellesblog · 4 months ago
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Mi sono rassegnata al fatto che non sono importante, e non lo sarò mai per nessuno .
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dannatamedannatiartisti · 5 months ago
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“Dovunque vedo una felicità dalla quale sono irrimediabilmente escluso.”
— Mary Shelley, Frankenstein
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il-colore-del-vento · 3 months ago
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Racconta il tuo miracolo se pensi di aver fatto un miracolo. Combatti per rendere piú chiaro ciò che dici, abbi cura della tua innocenza piú che della tua bravura. Non puoi scegliere che posto avere nel cuore degli altri, pensa a sistemare gli altri nel tuo cuore.
Franco Arminio, da “Studi sull’amore”.
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books-and-stories · 5 months ago
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Love reading in the car awaiting my next adventure 💚🚙📖
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poesianellimmondizia · a year ago
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Crescere, Gennaro Madera.
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gregor-samsung · 2 months ago
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“ «Ci si sveglia e ci si ritrova in mezzo alla perfidia e alla bassezza e all’ottusità e alla debolezza di carattere e si comincia a pensare e non si pensa se non in termini di perfidia, bassezza, ottusità, debolezza di carattere. Se non in termini di patologia di morte e di dilettantismo esistenziale. Si ascolta e si vede e si pensa e si dimentica quello che si ascolta, si vede e si pensa, e si invecchia, ognuno nella sua connaturata maniera, nella solitudine, nell’inettitudine, nell’insolenza. Dire che la vita è un dialogo è una menzogna come dire che la vita è realtà. Anche se non è un prodotto della fantasia, in fondo non è altro che una disgrazia in quanto infamia, un periodo di orrore il quale, lungo o breve che sia, è fatto solo di fastidi e malinconia... solo cause ed effetti di morte moltiplicati per miliardi... Abbiamo a che fare in questo caso con un’enorme intolleranza della creazione che ci deprime e amareggia sempre più e alla fine ci uccide. Crediamo di aver vissuto e in realtà siamo morti a poco a poco. Crediamo che tutto sia stato un insegnamento e invece non è stato che una scemenza. Noi osserviamo e riflettiamo e non possiamo non vedere come sfugga tutto quello che osserviamo e su cui riflettiamo, come ci sfugga il mondo che ci siamo proposti di dominare o per lo meno di trasformare, come ci sfuggano il passato e il futuro, come noi sfuggiamo a noi stessi e come con l’andar del tempo tutto ci diventa impossibile. Noi tutti passiamo l’esistenza in un’atmosfera di catastrofe. La nostra indole tende all’anarchia. Tutto in noi desta continuamente sospetto. Dove c’è l’imbecillità, dove non c’è, è tutto intollerabile. Il mondo, da qualsiasi parte lo guardiamo, in fin dei conti è fatto di cose intollerabili. Sempre più intollerabile è per noi il mondo. Se sopportiamo l’intollerabile è per l’attitudine di ciascuno di noi a tormentarsi e a soffrire per tutta la vita, sono un paio di elementi ironici dentro di noi, un idiotismo irrazionale, tutto il resto è calunnia». “
Thomas Bernhard, Ungenach. Una liquidazione, traduzione di Eugenio Bernardi, Adelphi (collana Piccola Biblioteca Adelphi n° 766), 2021¹; pp. 97-98.
[ Edizione originale: Ungenach. Erzählung, Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main, 1968 ]
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lunamarish · a month ago
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Fra i diversi strumenti dell’uomo, il più stupefacente è, senza dubbio, il libro. Gli altri sono estensioni del suo corpo. Il microscopio, il telescopio, sono estensioni della sua vista; il telefono è estensione della voce; poi ci sono l’aratro e la spada, estensioni del suo braccio. Ma il libro è un’altra cosa: il libro è un’estensione della memoria e dell’immaginazione.
Jorge Luis Borges
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ilsilenteloquaceblog · 22 days ago
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“Eh già…
A lei piaceva
molto LEGGERE
ma… a Lui, di più.”
Il Silente Loquace ©
— @ilsilenteloquaceblog
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mybluefire · 5 months ago
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“Ci eravamo incontrati perché doveva succedere, e anche se non fosse stato quel giorno, prima o poi ci saremmo sicuramente incontrati da qualche altra parte.”
Haruki Murakami, Norwegian Wood.
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