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There's almost an equal split between the sexes on Tumblr - 51% male, 49% female.

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#costume
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And so the greatest collaboration begins!
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Me fancy get up by @costumereplicacave
My opulent mask by @ilustrastudios
Crazy Dancer on the right @tictokreaper
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#Bluepool #BlueDeadpool #Deadpool #mask #OCCosplay #Marvel #MarvelStudios #Cosplay #Costume #dancing #spithotfire #goodtimes
https://www.instagram.com/p/CBBJ_GwDBkP/?igshid=pjxyajzery0

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Okay I guess there were more soft parts to sew. The cape was actually pretty easy no pattern required. I just cut a big U shape out of the back. And then pined the folds and hand sewed them. I did take me like 3 tries to get the folds right it looks super messy in the pics but once you get it on and arrange every it looks really cool.

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Согласитесь, есть высшая несправедливость в том, что бессмертная душа волей судьбы вынуждена прозябать в смертном теле — вечная квинтэссенция в бренном флаконе, могучий храм на фундаменте из песка.

Генри Лайон Олди, «Приют героев».

lord-des-fleurs
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58bookText

BOB, SOPHIE E LE VITE DEGLI ALTRI. Colpa (o merito) del lockdown forzato e del dopo-lockdown volontario, in questi mesi ho letto più del solito e visto meno del solito, ma ho avuto il tempo di vivere anche molte “vite degli altri”, attraverso le storie raccontate più o meno da tutti noi/voi sui social. Ho scoperto però che vivere le vite degli altri è un esercizio praticato da molti. Qualche mese fa, per esempio, è uscito un brano di Bob Dylan che si intitola “I Contain Multitudes” che come è facile intuire significa “Contengo moltitudini”. Accompagnato da pochi accordi su una “steel” hawaiana e un violoncello, Dylan ci confessa di contenere moltitudini di identità a cominciare dalla personalità di Edgar Allan Poe, ma anche Jack London e William Blake. Basta così? Nemmeno per idea, nella canzone Bob dice che dentro di sé ci sono anche Anna Frank e Indiana Jones, i Rolling Stones, Beethoven e Chopin. Insomma racconta del suo essere uno, nessuno, centomila (per dir la verità più centomila che nessuno). Il pezzo è di una incommensurabile bellezza, ma di per sé il messaggio era già più che noto nella letteratura (non a caso ho citato Pirandello), ma anche nell’arte, nel teatro, nel cinema. Proprio dal cinema ho mutuato una parte del titolo di questo pezzo, “Le vite degli altri”, il gran bel film del 2006 di Florian Henckel Von Donnersmarck che racconta della attività investigatoria di un agente della famigerata “Stasi”nella ex DDR. E così mi sono trovato ad ascoltare Dylan, mentre leggevo il sontuoso saggio di Vincenzo Trione, “L’opera interminabile” (Einaudi). E proprio nel momento che il menestrello di Duluth racconta che “… Non ho scuse da fare /Tutto scorre allo stesso tempo /Vivo sul viale del crimine/Guido auto veloci e mangio fast food/Contengo moltitudini…”, mi trovo a leggere di una vecchia conoscenza dell’arte contemporanea, Sophie Calle, artista concettuale francese: “…Calle si immerge in altre vite. Entra in tante storie possibili ma mancate. Si fa aedo di piccoli gesti, di tragedie minori, di fragilità caratteriali, di sfioramenti inattesi…” Nella performance del 1983, “L’Hotel”, l’artista dopo essersi fatta assumere in un albergo come cameriera, entra nelle camere frugando nelle valigie degli ospiti alla ricerca di oggetti, fotografie, indumenti, frammenti di vita che poi raccoglie e cataloga. Così come nel 1999 in “Double Game”, assume una personalità diversa, ma parallela alla sua, cercando di mimetizzarsi con Marie, protagonista di un romanzo di Paul Auster. Pensandoci bene, in fondo, cosa faceva Marcel Duchamp nei panni di “Rose Selavy”? Insomma, non è una novità che una vita sola non ci basti più e forse non ci è mai bastata, lo diceva anche Umberto Eco quando affermava che chi legge vive le vite di tutti i personaggi di cui ha letto. Insomma non c’è “distanziamento sociale” che tenga, “animali sociali” eravamo ed “animali sociali” restiamo, secondo la definizione di Aristotele. Speriamo un po’ più sociali e un po’ meno animali…

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Los artesanos

Este reportaje está realizado en el taller del artesano Unzueta, situado en la localidad de Durango (Vizcaya).

El oficio de este arte está heredado de padres a hijos.

Según me explica el artesano, es de una importancia capital tener un dominio, conocimiento. perfección y técnica depurada en este tipo de trabajos de artesanía, que se consigue gracias a la temprana edad con que se empieza el oficio y a la experiencia acumulada a través de los años.

Características técnicas: El material que se utiliza para la fabricación de una gran variedad de trabajos es habitual o exclusivamente de castaño de cepa de seis a nueve años, cuyo derribo preferentemente se realiza a la caída de la hoja, y puede alcanzar desde octubre a marzo, eligiéndose los días de luna menguante por la incidencia que tiene en la garantía de su calidad y conservación.

Toda la labor se realiza manualmente de artesanía pura con las herramientas adecuadas, pero sin maquinaria alguna.

El material. después de ser desmenuzado, se cepilla con esmero y se teje según modelo a fabricar. Finalmente, se le aplica el barniz correspondiente.

Fotografías y texto de Julián Redondo Fernández. Año 1988

Certamen Nacional de Fotografía sobre Arte y Tradiciones Populares

Ministerio de Cultura España

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Oh, of course it does not. For the ones who have no idea what this is about, it’s this dress:

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Since the occasion seems to be more like a country dance than a proper ball or court, I’d totally avoid a robe de cour (that dress was supposed to be worn at court only, think about it as the ultimate and most formal of all gowns).

Looking that the mood is pretty pastoral I would not use a robe à la française either, it would stand out too much next to the “simpler” dressed other women are wearing. Here I’m totally suspending my incredulity and even ignoring the fact that Dan Stevens’ style is pretty much mid-18th century and the other men are definitely at the last part of the century.

So, I’d change it into a robe à l’anglaise, probably in printed cotton, and i’d keep the neckline, the transparent sleeves (just for the lols), and maybe would play with the sheer fabric for a petticoat under the anglaise gown.

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#WebheadWednesday because #spideypool is definitely a thing. Not even the Magnificent #Bluepool is immune to the charms of the #Spider
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Me suit is by @costumereplicacave
Me mask is by @ilustrastudios
The lovely Spider is none other than the lovely @lauren_dragneel
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#Deadpool #BlueDeadpool #DeadpoolCosplay #Spiderman #Spiderwoman #cosplayersofinstagram #cosplay #cosplayer #costume #Marvel #MarvelStudios #MarvelComics #Webhead
https://www.instagram.com/p/CA-oaNbDevw/?igshid=1jk1ar6451mif

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Here is his little apron thingy. It was actually really easy to make. I cut out sticky backed craft foam stuck it on one side of the grey vinyl Covered it with contact cement and glued on the top piece of vinyl. I then creased in all around each piece of foam. No sewing involved.

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