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#FRANCESCA PASQUALI
sophiegunnol · 3 months ago
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FRANCESCA PASQUALI   
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mesillusionssousecstasy · 2 years ago
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7:47 pm : FIAC MMXVI : "Frappa, 2016" by Francesca Pasquali - Black neoprene on wooden panel and metallic frame (tornabuoniArt) Grand-Palais, Paris octobre. 
(© Sous Ecstasy)
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keepingitneutral · 4 years ago
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Work Space for artist Francesca Pasquali by Ciclostile Architettura
Palesio (BO), Italy
Photographs© Fabio Mantovani
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vapeqween · 5 years ago
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Francesca Pasquali 
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detournementsmineurs · a year ago
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"Isole" de Francesca Pasquali en pailles plastiques et plexiglass poli-miroir (2019) à l'exposition “Recyclage / Surcyclage” de la Fondation Villa Datris, Espace Monte-Cristo, Paris, juin 2021.
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Archivo Francesca Pasquali / Ciclostile Architettura https://ift.tt/2H2m2fR
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deepcontemporary · a year ago
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Lucio Fontana, Concetto spaziale. 62 O 32 (1962)
olio, squarci e graffiti su tela, 146 x 114 cm; Milano, Fondazione Lucio Fontana; © Fondazione Lucio Fontana)
Alcune riflessioni di Gillo Dorfles sul lavoro di Fontana
I “buchi” sono al tempo stesso dei segni capaci di fissare una traccia compositiva, un disegno bidimensionale, e di costituire una strutturazione plastica e volumetrica. La presenza d’una incisione e d’una “assenza” della materia, fa sì che la spazialità bidimensionale della tela sia interrotta e lasci affiorare il vuoto che sta dietro, proiettandosi verso il nulla che sta dinnanzi. Oltre a ciò i fori, praticati con quella “velocità d’impulso” che li caratterizza, hanno la immediatezza e la irrevocabilità d’un segno assoluto e conferiscono alla tela - spesso monocroma, addirittura bianca -, un rilievo non altrimenti raggiungibile. Da tutto ciò è facile comprendere come l’uso dei buchi abbia potuto essere esteso anche a vaste superfici, a pareti, a soffitti, diventando in quel caso piuttosto un elemento di decorazione plastico-luminosa che un vero e proprio “dipinto”. Ma Fontana - non a torto - ha sempre insistito sull’importanza di non considerare più il “quadro” e la “statua” come le due mete essenziali dell’arte visuale odierna e futura: per sopravvivere la pittura e la scultura devono non soltanto integrarsi all’architettura, ma devono acquistare una “statura” che non sia più soltanto quella del quadro da cavalletto e del soprammobile.
Dopo il fondamentale periodo dei buchi e quello dei tagli, un altro episodio è stato quello dei “quanta”: tele di forma e dimensione irregolare, spesso trapezoidali percosse dai consueti tagli e disposte in un ordine-disordine molto variato una accanto all’altra così da creare sulla parete una sorta di costellazione imprevedibile.
È un esperimento che in parte era già stato tentato da Frederik Kiesler. Ma mentre il vecchio architetto viennese americanizzato calcolava con minuziosa cura le posizioni reciproche a cui dovevano essere situati i suoi frammenti compositivi, per Fontana queste composizioni erano empiriche e libere. Fontana cioè ha intuito uno dei principi verso il quale si viene orientando molta arte d’oggi, non solo in pittura, quello cioè dell’opera aleatoria, a cui l’interprete (o il fruitore) deve (o può) aggiungere qualcosa; l’opera in divenire non ancora conchiusa che può essere integrata, che può acquistare nuovi aspetti attraverso una successiva manipolazione da parte dell’artista, dello spettatore o addirittura del caso. Così come il mobile di Calder o di Munari acquistano aspetti diversi a seconda delle oscillazioni impresse dal vento, così come le macchine di Tinguely “partecipano” alla creazione di segni parzialmente involontari, o come - in musica - l’ormai celebre Klavierstück XI di Stockhausen consiste di una serie di frammenti musicali che possono essere incominciati ed eseguiti dall’interprete ad libitum, iniziando l’esecuzione da un qualsiasi punto, o come in altri componimenti di Pousseur e di Boulez dove spetta all’esecutore di decidere il ritmo, la durata, l’intensità d’una sequenza sonora.
Fontana non è mai stato un intellettuale, elucubrante invenzioni faticosamente almanaccate, né un teorizzatore di complicate poetiche spesso inapplicabili; è stato invece l’inventore genuino che non va mai in caccia di aggiornamenti, ma che trova, quasi a sua insaputa, sempre nuovi filoni aurei da sfruttare. La sua carica dinamica, la sua giovialità contagiosa, la sua disponibilità inesauribile, sono divenute proverbiali, quasi leggendarie. Sempre pronto ad aiutare amici e semplici conoscenti, pronto ad acquistare il quadretto dell’artista povero, a “fare un cambio” d’un suo dipinto già prezioso (negli ultimi anni) con quello d’un qualsiasi principiante - destinato probabilmente a restar tale - che gli proponesse “l’affare”; pronto a discutere con impeto e passione cause perdute in partenza; a difendere i giovani dell’avanguardia nelle giurie della Triennale e della Biennale...
Credo che queste poche annotazioni attorno al Fontana-uomo, e alle sue piccole civetterie nello scegliersi un soprabito attillato, un cappello dall’ala rialzata, un paio di scarpe scamosciate, una cravatta vistosa, alle sue predilezioni per certi cibi, per certi ambienti, all’amore con cui aveva ricostruita la casa paterna nella campagna lombarda, ecc. ecc. non siano indifferenti e inutili per chi voglia comprenderne l’opera e il pensiero. È solo così che possiamo capire il perché delle sue scoperte: dei “buchi” e dei “tagli”; dei teatrini, e dei collages, delle statue pensili e dei “quanta”, delle “Nature” e delle “Attese spaziali”; che costituiscono alcune delle molteplici tappe della sua attività creativa.
L’impulso, ad esempio, a forare la tela, a distruggere, ma costruendo in altra materia, la superficie ormai divenuta schiava della tradizione, è un genere d’impulso che sarebbe stato impensabile in chi non fosse dotato come lui di quel senso di sicurezza anche nell’assurdo di cui invece sono quasi sempre privi gli artisti cerebralizzati, i teorizzatori, i concettualizzanti.
Quando, per dare soltanto un esempio, Fontana decise di battezzare certe sue composizioni ovalari e monocrome come grandi uova di Pasqua “Fine di Dio” ricordo che - dovendo presentare la mostra - lo invitai a cambiare quel titolo perché mi sembrava vagamente irritante e insieme troppo magniloquente.
Fontana sulle prime mi diede retta - pur continuando in privato a chiamare così quella serie di lavori - e li espose con il consueto titolo di “Attese spaziali”. Eppure, io stesso ebbi poi a constatare che la sua idea iniziale era tutt’altro che assurda ripensando al fatto che quelle tele richiamavano delle gigantesche ova di struzzo. Mi tornò così alla mente l’antico detto di Alberto Magno: “Si ova struthionis sol excubare valet / Cur veri solis ope Virgo non generaret”? (Ossia: “se il sole è in grado di far schiudere le ova dello struzzo, perché la Vergine non avrebbe potuto generare ad opera del vero sole?”). Il che dimostrava appunto la parentela tra l’immacolata concezione e l’ovo divino. Dall’uovo dello struzzo il passaggio all’uovo Cristo - a quello stesso uovo che pende misteriosamente sul capo della Vergine nella Annunciazione di Piero della Francesca (e che in tempi lontani i fiorentini solevano appendere nelle chiese appunto in occasione delle feste pasquali) - era ovvio. Ed ecco allora che - senza nessuna ragione magica o religiosa - Fontana aveva colpito nel segno, aveva inventato un titolo che, tutto sommato, era appropriato, alla serie delle sue tele ovalari.
Potrei citare altri esempi di questa singolare qualità di Fontana che non saprei definire se non con l’abusato termine di “intuitiva”. Gillo Dorfles (Trieste, 1910 - Milano, 2018), “Fontana a Zagabria”, Edizioni Dedalo, 1993
Fonte: Finestre sull’arte
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iftttfeed · a year ago
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Francesca Pasquali Archive / Ciclostile Architettura https://ift.tt/2uOXR2K
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lagonnadisocrate · a year ago
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7 ottobre 2020
Al Dirigente Scolastico Al corpo docente Agli e alle studenti del Liceo Classico-Scientifico Statale “Socrate” Via Padre Reginaldo Giuliani, 15 – 00154 Roma (RM)
Siamo ex studenti del Liceo Socrate di Roma, e per questa ragione abbiamo sentito la necessità di riunirci a seguito degli eventi che recentemente hanno portato il liceo al centro di una bufera mediatica. Il nostro intento è quello di esprimere solidarietà agli e alle studenti del Socrate nella lotta contro il sessismo presente nella nostra società e, di conseguenza, anche nel contesto scolastico.
In primo luogo ci teniamo a condannare tanto l’accanimento dei media verso la docente protagonista della notizia quanto il sensazionalismo con cui l’evento è stato trattato. Tuttavia, riteniamo importante affrontare in maniera più articolata il complesso tema che l’evento scatenante ha messo in luce: la violenza di genere veicolata da una mentalità, più o meno consapevolmente, sessista.
Ricordiamo il Socrate come una scuola unica nel suo genere in virtù della sinergia tra corpo docente e studenti, e del caratteristico spirito critico di quest* ultim*. Ciononostante, ribadire che il Socrate abbia una vocazione progressista è insufficiente ad affrontare il problema evidenziato dagli e dalle studenti. Questa narrazione rischia di ignorare o delegittimare le esperienze negative che possono verificarsi in qualunque contesto. Nessun ambiente, infatti, è di per sé immune da pregiudizi e violenze.
La maggior parte di noi ha sviluppato la propria consapevolezza femminista e di genere oltre le mura del Socrate. Al liceo, non avevamo un’idea chiara di cosa fosse il femminismo, né tantomeno della sua importanza nella società contemporanea.
Anche per questo, alcune testimonianze di ex studenti che abbiamo raccolto in questi giorni sono state condivise solo oggi, portando alla luce episodi di bullismo, discriminazione di ragazze per comportamenti giudicati promiscui (slut-shaming), umiliazione del corpo e dell'aspetto fisico (body-shaming) e commenti offensivi sull'abbigliamento da parte di docenti e studenti. Al tempo, non abbiamo saputo riconoscere il contesto strutturale in cui si collocavano i singoli eventi. Questo ci differenzia dagli e dalle studenti attuali, che hanno invece saputo individuare un comportamento involontariamente sessista e reagire con consapevolezza.
Sosteniamo che la loro iniziativa vada incoraggiata anziché sminuita, prendendo atto del fatto che non si tratta di una dinamica nuova. La scuola ha un ruolo fondamentale nel determinare un esito positivo o negativo nel processo di scoperta ed espressione di sé tra i ragazzi e le ragazze, affinché possano scoprirsi ed amarsi per quello che sono.
Scriviamo questa lettera nella speranza di contribuire ad un importante dibattito che, a causa della crisi mediatica, è stato estinto prematuramente. Vorremmo cogliere questa occasione per proporre alcune riflessioni che riteniamo di valore:
- Se una persona prova disagio o impulsi sessuali davanti a parti del corpo scoperte, non può scaricare la colpa su chi le provoca tali reazioni, ma deve saperle controllare nel rispetto altrui e mettere in discussione la legittimità dei propri impulsi.
- L’ambiente scolastico deve far sì che gli e le studenti si sentano in grado di fare presente atteggiamenti discriminatori e offensivi con la consapevolezza che verranno presi seriamente in considerazione e tutelati come parte lesa, anche qualora si tratti di “micro-aggressioni”.
- Nessun comportamento all’interno dell’ambiente scolastico dovrebbe portare chi ne fa parte a sentire criticato il proprio corpo o il modo in cui esprime la propria identità.
- La critica di certe scelte di abbigliamento è spesso giustificata in riferimento al “decoro” o alla “sobrietà”. Tali termini sono tuttavia astratti, relativi e facilmente declinabili in forma coercitiva e discriminatoria. Crediamo che il presunto “decoro” non sia il vero problema, e riteniamo che venga usato come diversivo per evitare di mettere in discussione abitudini o modi di pensare più profondamente radicati. In assenza di un regolamento ufficiale a riguardo, ciò che è “decoroso” o meno non può essere deciso arbitrariamente.
- Intenzioni ed effetto prodotto non sempre coincidono: se un’affermazione viene fatta bonariamente o con fini protettivi ciò non le impedisce di trasmettere un messaggio discriminatorio o offensivo. Se questo viene fatto notare, è fondamentale ascoltare e dialogare con chi ritiene problematica l’affermazione in questione.
- Il benessere delle e degli studenti ed il rispetto verso la loro autodeterminazione ed identità dovrebbero risultare di primaria importanza a scuola.
Speriamo in una autoanalisi da parte del corpo docente ed un reale ascolto delle argomentazioni avanzate dagli e dalle studenti. Rimaniamo a loro disposizione qualora avessero bisogno di sostegno, senza voler interferire in una realtà di cui non facciamo più parte. Confidiamo che i nostri punti di vista siano ricevuti positivamente, sapendo che, come ex studenti, ci auguriamo il meglio per il futuro del Socrate.
Le ex allieve e gli ex allievi
Firme in ordine alfabetico (nome, cognome, anno di nascita):
Aggiungi la tua firma: https://forms.gle/EiNRtKVdgHnECKSf7
Arianna Aguirre, 1998 Beatrice Albè, 1995 Claudia Alfonsi, 1987 Alberto Anticoli, 1997 Andrea Arcese, 1995 Giovanni Ardizzone, 1997 Cecilia Ascenzi, 1993 Alessio Balletti, 1992 Alice Bardelli, 1997 Marta Baroni, 1989 Giulia Benedetti, 1996 Eva Bertelli, 1994 Linda Bettelli, 1997 Alessandra Bolletti, 1996 Andrea Bongiorno, 1993 Michela Boromei, 1996 Valerio Brandimarte, 1989 Luca Brigida, 1994 Corinna Calabrese, 1989 Federica Caliendo, 1990 Serena Cannavò, 1993 Dafne Capotondi, 1996 Giulia Castelli, 1993 Cecilia Catania, 1993 Chiara Cazzato, 1995 Daniela Cenni, 1994 Althea Ciminiello, 1985 Lorenzo Cioci, 1996 Sara Coccoli, 1999 Veronica Coia, 1995 Eleonora Colarieti, 1996 Lidia Conti, 1998 Marianna Coppo, 1990 Niccolò Costantini, 1995 Chiara Conte, 1991 Andrea D'Albero, 1997 Lavinia D'Angeli, 1990 Diletta Della Rasa, 1974 Chiara Dorbolò, 1988 Caterina D’Ubaldi, 1998 Elena De Pasqualis, 1994 Claudia Di Carlo, 1987 Matteo Di Carlo, 1993 Livia Di Gioia, 1988 Rebecca Donati, 1995 Giulia Drummond J., 1993 Serena Fagiani, 1992 Gianna Fanelli, 1997 Valeria Fanti, 1990 Gisella Fasone, 1991 Claudia Filippi, 1974 Alexandros Fokianos, 1996 Giulia Fontana, 1994 Elisa Formigani, 1998 Sara Fossatelli, 1995 Jacopo Franceschetti, 1994 Anna Fumagalli, 1998 Bianca Fumagalli, 1996 Elena Gargaglia, 1993 Camilla Giuliano, 1997 Francesca Gravagno, 1994 Gaia Graziotti, 1994 Carola Grechi, 1992 Flavia Grimaldi, 1991 Anna Haas, 1995 Francesca Haas, 1993 Claudia Lalli, 1999 Giulia Libianchi, 1992 Lorenzo Libianchi, 1995 Silvia Losardo, 1997 Livia Lozzi, 1989 Valeria Maestri, 1996 Alessandra Marsico, 1994 Renata Martinelli, 1997 Emanuela Masella, 1995 Marta Mastrobuono, 1990 Giulia Mattei, 1994 Martina Mazza, 1999 Marta Mastrobuono, 1990 Arianna Mele, 1991 Michela Meniconi, 1998 Mariam Migahed, 1994 Nilima Mittal, 1997 Federica Moccia, 1994 Martina Monaldi, 1989 Diana Musacchio, 1997 Ilaria Musci, 1996 Francesca Nardi, 1997 Elisa Nardini, 1988 Alice Nosiglia, 1996 Giulia Padolecchia, 1998 Thomas Palozzi, 1996 Giulia Panfili, 1989 Maria Cristina Parenti, 1996 Alessia Pasotto, 1998 Marianna Pasquali, 1994 Chiara Pastore, 1993 Bianca Paolucci, 1995 Giulia Perpignani, 1995 Valentina Perpignani, 1995 Elisa Pescitelli, 1993 Elisabetta Petrucci, 1997 Flavia Petrucci, 1994 Elena Pia, 1990 Andrea Pianalto, 1996 Valerio Picchi, 1987 Adriana Pistolese, 1996 Flavio Pistolese, 1993 Irene Proietto, 1996 Cecilia Rendina, 1995 Iacopo Ricci, 1990 Susanna Romanella, 1995 Gaia Romano, 1998 Gilda Romano, 1993 Greta Romano, 1996 Filippo Sabani, 1993 Benedetta Sabene, 1995 Silvia Saccone, 1995 Francesco Saracini, 1996 Vanessa Sauls, 1994 Maria Savi, 1994 Leonardo Scarton, 1997 Tiziano Scrocca, 1985 Camilla Schettino M., 1992 Giulia Sepe, 1991 Federico Serpe, 1995 Barbara Sideri, 1990 Flavia Sidoni, 1988 Iacopo Smeriglio, 1999 Valentina Spagnoli, 1987 Alice Straffi, 1995 Isabella Tabacchi, 1998 Giulia Tancredi, 1996 Lorenzo Trasarti, 1992 Elio Trevisan, 1995 Veronica Turchetti, 1986 Marta Vannelli, 1997 Francesca Vignali, 1993 Eugenia Vitello, 1995 Marco Vitiello, 1990 Giulia Zadra, 1996 Marco Zanne, 1988 Maria Cristina Zanne, 1995 Francesca Zanni, 1994 Linda Zennaro, 1995 Alessandra Zoia, 1990
Per chi non fosse al corrente dello svolgersi degli eventi citati in questa lettera: Niente minigonna a scuola, preside del liceo Socrate: “Ancora non ho ricevuto lettera studentesse” (18 settembre 2020): https://bit.ly/30ImnQW Roma, gli studenti del Socrate alla vicepreside che vieta la minigonna: "La scuola deve eliminare la cultura sessista" (18 settembre 2020): https://bit.ly/3iCReV6 Comunicato del Dirigente Scolastico del Socrate (data ignota) : https://bit.ly/3jSHaJ7 Integrazione al comunicato del Dirigente Scolastico (19 settembre) : https://bit.ly/3jFdleB «Niente minigonne a scuola? Io, vicepreside femminista, sono stata fraintesa» (20 settembre 2020) : https://bit.ly/2GOvtnL Minigonne al liceo Socrate, parlano i docenti: “Solo strumentalizzazioni” (21 settembre 2020): https://bit.ly/3llsO47
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mesillusionssousecstasy · 2 years ago
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7:47 pm : FIAC MMXVI : "Frappa, 2016" by Francesca Pasquali - Black neoprene on wooden panel and metallic frame (tornabuoniArt) Grand-Palais, Paris octobre. 
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andreiamado · 5 years ago
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livornopress · 2 months ago
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Italiano per stranieri, due donne ucraine ringraziano il Vespucci-Colombo
LA LETTERA DELLE SIGNORE UCRAINE ALLA SCUOLA Livorno 11 giugno 2022 Un gruppo di ucraini che è a Livorno dall’inizio della guerra in Ucraina, ringrazia sinceramente la squadra ISS VESPUCCI-COLOMBO, in particolare la dirigente scolastica Francesca Barone Marzocchi, il professore Lorenzo Taccini, la professoressa Raffaella Pasquali, le professoresse Renata Paladini e Isabella Sartori, che si è…
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tuttocassino · 3 months ago
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LeggoCassino: All’IIS “San Benedetto” di Cassino, la 3^ edizione del concorso digitale “Chef pâtissier”
LeggoCassino: All’IIS “San Benedetto” di Cassino, la 3^ edizione del concorso digitale “Chef pâtissier”
SCUOLA – L’evento è stato dedicato agli studenti del biennio dell’Istituto Alberghiero chiamati ad elaborare i dolci pasquali donati alla parrocchia di Sant’Antonio di Padova di Francesca Messina Nell’ambito della Santa Pasqua 2022, si è conclusa all’IIS “San Benedetto” di Cassino, la 3^ edizione del concorso digitale “Chef pâtissier”. L’evento è dedicato agli studenti del biennio dell’Istituto…
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angela-curatolo · 3 months ago
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www.rtradioterapia.it Puntata pasquale Bubù tagg(h)te!
“Viaggio nelle curiosità, personaggi e fatti da scoprire” ecco gli ospiti di venerdì 15 aprile ore 16.00.
Bubù tagg(h)ete! Su Radioterapia, web Radio con sede a Montesilvano, trasmissione di Angela Curatolo, scaletta frizzante regia di Giulio Berghella, esperto di spettacolo e musica, conosciuto nel jet set dello showbusiness.
Gianni Iovacchini, fotografo reporter, reduce da una mostra personale di spicco tra le attività culturali nel Comune di San Marino.
Marco D’Agostino, cartoonist pescarese, pluripremiato nel mondo per le sue illustrazioni.
Sangi, cantante di Atri, che ha partecipato al contest del concertone a Roma del Primo Maggio.
Sommelier Annamaria Acunzo, docente dell’Istuto Comprendo e naturopata, bon ton nelle cerimonie pasquali, gli abbinamenti vino e pietanze.
Francesca Di Giuseppe, giornalista sportiva fondatrice di Post calcium.it racconterà la storia di Chistian Erksen.
Beniamino Cardines, giornalista, attore e scrittore, ci presenterà la sua quarta donna, uno dei suoi personaggi de ‘Le teologie delle casalinghe’. Donne forti, comiche e audaci.
Tra notizie strane e curiosità sta per andare in onda la quarta puntata di Bubù tagg(h)ete!
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Francesca Pasquali Archive / Ciclostile Architettura https://ift.tt/2uOXR2K
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architectnews · 5 months ago
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Furla Headquarters, Tavarnelle Val di Pesa Italy
Furla Headquarters, Tavarnelle Val di Pesa, Italy, Italian Commercial Building, Sustainable Architecture, Photography
Furla Headquarters in Tavarnelle Val di Pesa
4 Mar 2022
Architects: GEZA Architettura
Location: Tavarnelle Val di Pesa, Florence, Italy
Photos: Fernando Guerra
Furla Headquarters, Italy
The new Furla Headquarters are located in Tavarnelle Val di Pesa, in the province of Florence, immersed in the Chianti area. The project highlights a paramount theme: the integration of the industrial architecture into the Italian landscape, providing an opportunity to rethink the quality of the workspace.
Architecture and nature are perfectly blended along all directions to create a unique element where the design and the Chianti landscape (defined by hills, heritage, and agricultural areas) communicate harmoniously.
The Furla factory covers 42,000 sq m of soil – 18,300 sq m built – and has three main volumes (one for offices, two for labs and logistics) designed to be harmoniously integrated into the surrounding landscape, without too much contrast. Architecture and nature coexist in a functional balance.
The morphology of the land is truly taken into consideration and is enhanced through three fundamental elements – the driveway, the terraces, and Piazza Furla – which define clear areas around the building volumes. Thanks to a system of patios and green roofs overlooking the wooded area, nature crosses the boundaries between inside and outside. The main entrance recalls the archetype of Tuscan villa access: a linear row of cypresses welcoming visitors and showing the way through. This rhythm is replicated on the facade of the buildings with sunscreen filtering blades.
The entrance to the offices, with the double-height reception and the large open-air hall, becomes the point where the boundaries between architecture and landscape merge. The interiors have been designed in such a way as to have real layout flexibility. The orderly sequence of offices is punctuated by green patios, or relationship spaces.
Nature is a prominent element, not just because of its beauty (Chianti hills), but also because it creates a pleasant environment once blended into the building: patios, green coverings, and natural light contribute to a more sustainable working habitat, where people can also relax and enjoy contact with nature.
Finally, sustainability plays a key role in this project, which has been designed to comply with green energy best practices.
Furla HQ in Tavarnelle Val di Pesa, Italy – Building Information
Design: GEZA Architettura – https://www.geza.it/en/ Client: Furla FC Immobiliare spa Location: Tavarnelle Val di Pesa, Firenze
Chronology: Design phase: 2017-2018 Construction: 2018-2021
Dimensional Data Area of intervention: 42.000 sqm Building Area: 11.000 sqm Total Built Area: 18.300 sqm Production: 15.500 Offices: 2.800 sqm Terraces and green roofs: 1.200 sqm Freight area and outdoor parking: 7.700 sqm Green Area: 23.000 sqm
Architecture Design and Creative Direction GEZA Architettura (Udine) Arch. Stefano Gri e Arch. Piero Zucchi Arch. Alessia Dorigo (project leader) Arch. Marjana Dedaj (project leader) Arch. Stefania Anzil Arch. Elisa Mansutti Arch. Beatrice Pellos Arch. Francesco Tessaro Arch. Giulia Marcon Arch. Roberto Pasquali Arch. Clemens Kusch – CFK Architetti (coordination)
Structural Design and Supervision of Works Biagini Studio di Ingegneria (Arezzo) Ing. Piero Bracciali Ing. Alessandro Fei Arch. Francesco Misuri Ing. Matteo Ciofini Ing. Adrian Burca Ing. Alessandro Blanc Geom. Paolo Renzoni Arch. Pietro Pagliardini (test)
Landscape Design LAND Italia (Milano) Andreas Kipar (project leader) Valerio Bozzoli (senior agronomist) Arch. Luisa Bellini (senior architect) Arch. Andrea Occhetti (senior architect) Arch. Cecilia Ricci Arch. Francesca Villa Arch. Laura Mantegazza Landscape Arch. Gianna Galgani
Structural Plan Consilium Servizi d’Ingegneria (Firenze) Ing. Paolo Pietro Bresci (mechanical structure project management) p.i. Marco Cellini (electrical and special structure project management)
About GEZA Architettura Established in 1999 by Stefano Gri and Piero Zucchi, GEZA Architettura is a studio led by curiosity and passion, focused on research of the synthesis of Ideas, Beauty and Functionality.
According to GEZA, the project implies designing the SPACE (Architecture) within its ENVIRONMENT (light and landscape) through the seasons of TIME.
The primary focus of the studio surrounds industrial architecture in relation to the landscape, in a new way of conceiving workspaces.
Photography: Fernando Guerra
Furla Headquarters, Tavarnelle Val di Pesa Italy images / information received 040322
Location: Tavarnelle Val di Pesa, Florence, Italy, southern Europe
Italian Architecture Designs
Contemporary Italian Architectural Selection
Italian Architectural Designs – chronological list
Italian Architecture News
Italian Buildings
Le Ville di Trevinano Earth Sheltered Boutique Resort in Italy, near Monte Rufeno, Tuscany Architects: 70F architecture image courtesy of architects Boutique Resort Villas in Italy
Contemporary Villa in Liguria
Liguria House Extension
Italian Houses
Villas CH-O ans CH-S, Todi, Province of Perugia, Umbria Design: LAD image Courtesy architecture office Villa Properties in Perugia
Italian Architect Studios
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Website: Florence
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