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#dialogo
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“The blood red dress really brings out your eyes” he said, spinning her and then pulling her into himself. He craned his neck, his lips so close they brushed her ear when he spoke

“But it brings out your hidden horns as well" She moved her hand, pressing right over his heart, and laced the other behind his neck, his heartbeat was racing even as his eyes were cold -

"Something tells me you like the horns” she smiled seductively, trailing her fingertip along the back of his neck, and their eyes locked for one precious moment before he spun her again.

“I hate you” he said, smiling down at her so dangerously she should’ve turned white, but instead, she turned red.

“I loathe you” her mouth quirked into a smile.

And as the waltz changed, they both spun away, taken by different partners, their touch lingering on each other’s skin long after the contact was gone.

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Maduro: no iremos a dialogo si la UE no rectifica las sanciones

Maduro: no iremos a dialogo si la UE no rectifica las sanciones

Nicolás Maduro respaldó este miércoles la decisión de expulsar a la representante de la Unión Europea en Venezuela, Isabell Brillante Pedrosa, a su vez, amenazó con no ir a dialogo con la oposición si el parlamento europeo no rectifica las sanciones en contra de funcionarios venezolanos.
“¿Qué esperan que les demos las gracias por agredirnos? No, así no. Nosotros estábamos buscando diálogo pero…


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DIARIO DELLA DIETA

Giorno 29

Caro diario,

è Carnevale, non dico altro. Dolci, dolci e dolci in mille modi diversi e io niente.

Mi chiedo perché la vita non sia semplice come ingrassare, vorrei conservare un po’ di spazio nel mio stomaco, metti che accada l’improbabile. Tipo una spaghettata aglio, olio e peperoncino a mezzanotte.

Ho quella sottile, ma neanche tanto, sensazione che tutto finirà a tarallucci e vino. Anche se per ora resisto.

In questo momento la pancia è vuota ma il cervello è pieno, forse vivrei meglio invertendo le cose.

La dieta è sempre stata rinviata “a lunedì”, ieri ho infatti festeggiato il ventiquattresimo anniversario dei miei continui rinvii, ma da ventinove giorni, dicasi 29 in cifre, sono a regime alimentare controllato. Da quello che sembra essere la brutta copia del più famoso medico chirurgo, il Dr. Nowzaradan.

Sabato scorso dal mio pizzaiolo di fiducia gli avevo chiesto se aveva delle nuove pizze in menù, mi ha risposto di sì:

- sCerto belo, sc’ho pisse nuovi pe’ te. pissa Dragone, pissa Infinito, pissa Passa, pissa Staceppa e pissa Che Fissa…

- Ok, va bene.

- Ok va bene quale?

- Vanno bene tutte nell’ordine che mi hai detto.

Anche Aziz il “pissaiolo” come lo chiamo io sapeva della mia dieta, mi ha rimproverato e me ne ha fatta solo una. La “pissa magra pe’ dieti”, me l’ha fatta con sopra nulla ma a forma di cuore. Stronzo. Però sono affezionato a lui è molto bravo.

Pesante questo giorno di dieta, una giornata di merda. Una giornata così pesante è da ieri che non la vedevo.

Ho una sfiga così grossa che se morissi mi reincarnerei sì in un'altra persona, ma che non avrebbe comunque il metabolismo veloce.

Molto probabilmente quando distribuivano il metabolismo veloce io ero in fila a un fast food.

Cerco di ignorare il frigorifero, lo ignoro e lui ignora me. Ma io lo ignoro meglio e questo fatto lui non lo ignora.

Caro diario hai presente quando apri il frigo e con tutte le cose dietetiche che ho messo, l’occhio cade su quell’unica fetta di pizza avanzata? Ma se la mangiassi di notte, dici che le calorie mi vedrebbero?

Sono sempre stato un po’ fuori di testa, ma questa dieta mi sta perfezionando.

Ho imparato che una persona può arrotondare di forma fisica, se chiude gli occhi e apre lo stomaco.

Domani è un altro giorno, ma sinceramente me ne infischio… ho fame.

(continua…)

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Alguns dos personagens que aparecem durante o contexto do videoclipe da música IDENTIDADE.

Vou falar aqui de uma das referências históricas que trago para o diálogo a respeito de identidade de gênero proposta na canção é o índio
“TIBIRA do Maranhão”

Quem foi TIBIRA do Maranhão?

Foi um índio tupinambá executado no ano de 1614, por ordem e abono dos religiosos pertencentes a Igreja Católica que estavam em missão por terras Brasileiras, estes o fizeram por causa de sua orientação sexual.

Tibiraé um termo utilizado por indígenas para se referir a um homossexual —, este caso é o primeiro registro de morte por homofobia no Brasil.
A história de Tibira do Maranhão foi resgatada pelo sociólogo e antropólogo @luizmott professor da Universidade Federal da Bahia e fundador da organização não-governamental Grupo Gay da Bahia. Seis anos atrás ele publicou um livreto chamado São Tibira do Maranhão — Índio Gay Mártir, com o relato da execução do personagem histórico e uma contextualização do caso.
Desde então, ele vem lutando para dar mais visibilidade ao episódio. Ganhou apoio de um religioso de uma denominação cristã independente, o arcebispo primaz da Santa Igreja Celta do Brasil, que diz reconhecer o martírio e a santidade do indígena. Grupos de luta por direitos dos homossexuais divulgam a importância de sua memória.
No início do próximo ano, Mott pretende encaminhar à Conferência Nacional dos Bispos do Brasil (CNBB) um pedido para que a Igreja Católica “peça publicamente perdão” pela execução de Tibira.

Obs. Parte do texto acima está no site @bbc

Faço uma leve referência de TIBIRA do Maranhão com a participação de GUINHO amigo Indio e ator cuiabano, que aparece figurativamente fazendo a analogia carinhosa deste que posso chamar aqui de herói.

Precisamos falar sobre IDENTIDADE, sobre o significado e importância de se respeitar identidade de gênero, e também respeitar a sexualidade do outro.
Precisamos trazer a tona o diálogo sobre liberdade do ser.
Gratidão amigo GUINHO que foi intérprete e atuou referência de lembrarmos de TIBIRA do Maranhão.
#cantor #boy #gay #lgbtgay 🏳️‍🌈 #compositor #musicapolitizada #mensagem #dialogo
https://www.instagram.com/p/CLXXqT7lITD/?igshid=xktf4zfshkfl

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Cuore, Testa e Pancia.


Ci provo ad accordarmi con loro ma non ci riesco.

Litigano, fanno confusione, si detestano e non comunicano quasi mai.

A chi devo sottomettermi?

cuore: dai ascolta a me, ce la caviamo sempre… Si con qualche graffio ma va pur sempre bene.

pancia: io non ce la faccio più, sono piena di piccoli insetti volanti che sfarfallano qui e li…

testa: oddio mio, ci risiamo!

cuore: nessuno ti ha invitata, devi sempre rovinare tutto.

testa: non danneggio niente, faccio solo il mio lavoro. Vuoi veramente dar retta a questi due? Ti faranno far del male, di nuovo, non ne uscirai viva sta volta.

cuore e pancia: andrà tutto bene!!

testa: sei pronta a passare un’ altro anno tra ferite cucite, scucite e poi ricucite di nuovo e lacrime varie? dai retta a me, devi prima lasciar andare il passato.

cuore: basta creare un nuovo presente

testa:No, assolutamente. Elimina il vecchio e fai spazio al nuovo. Ti aiuterò io.

cuore e pancia: dai retta a noi, è solo un cretino.

Testa: non sapete quello che dite!!

Io: basta! Fate silenzio! ho sentito abbastanza per sta sera, è notte diamine volete lasciarmi riposare?

tutti in coro: Quindi? qual'è la tua scelta?

io: Con voi è impossibile scegliere, appena penso di aver trovato una soluzione e stare bene ci sono dieci mila problemi…

Forse anche sta volta mi toccherà fare a caso chiedendomi poi per un semestre intero se era giusto cosi.

A questo punto preferisco sedermi ed aspettare.. quando ci sarà qualcosa di più speciale del passato me ne accorgerò.

Arriverà forte, all'improvviso e colpirà duro, cosi tanto che si inserirà in un punto ben preciso sotto la pelle dove ne io ne voi potremmo mai arrivare.

Buonanotte.

cuore, testa, pancia: Buonanotte…



-beaatriiss-

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■ “Che palle.”

■ “Che palle”

■ “si, che palle… mi sono rotta di rievocare alla mente cose ormai passate.”

■ “allora non pensare.”

■ “Si, facile per voi altri.”

■ “ Cos'è che non è facile?”

■ “non è facile smettere di pensare. Non ci riesco. Troppi pensieri affollano la mia mente.”

■ “È a cosa pensi?”

■ “non lo so, a tutto.”

■ “che significa "non lo so, a tutto”? devi saperlo per forza.“ ■"oddio ma che palle che cos'è questo terzo grado… non lo so a che penso. Non ho tempo di pensare a cosa sto pensando, sarebbe solo un pensiero in più. Capisci?”

■ “Capisco”

■ “continua ad occuparti dei tuoi pensieri, poi mi racconti?”

■ “No.”

■ “okay..”

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A veces me pregunto, donde acabará este país mío, tan polarizado, tan corrompido por las ideologías… me entristece mucho…

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– Secondo te in questo bozzolo che cosa c’è?

– Non lo so, è una farfalla?

– No. Qualcosa di più bello, Charlie. È un bozzolo di falena. Un’ironia..tutti guardano le farfalle ma sono le falene a filare la seta. Sono più forti, più veloci.

– È bellissimo, ma..

– Vedi questo forellino? Questa falena presto emergerà. Ora è dentro che lotta, che si scava la via attraverso la corteccia del bozzolo. Adesso la potrei aiutare, con il coltello. Potrei allargare il foro e la falena sarebbe libera, ma troppo debole per poter sopravvivere. In natura si lotta per diventare forti.

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—¿Qué haces aquí?—pregunto atorada.

Me da una mirada condescendiente.

—Iba pasando y simplemente te vi —se acerca mucho más a mí, mi pulso se acelera. Sonríe lentamente al ver mi reacción. —Espero que esta vez me des tu número y por supuesto, tu nombre real “Phobe”.

Sus ojos brillan peligrosamente.

Mierda. Se dio cuenta.

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Giorno 19

Caro diario, oggi è sabato, da questa sera e per dodici ore avrò i pasti liberi.

Per evitare abbuffate che comprometterebbero la mia incolumità fisica quando avrò la visita dal mio nutrizionista, ho deciso di pesarmi per vedere come sta procedendo la dieta.

Non avendo bilance a casa sono andato in farmacia. La farmacia vicino a casa mia è un ambiente molto grande e il titolare, secondo me, ha avuto l’intelligenza di posizionare la bilancia in un angolo, lontano da scaffali e code al bancone.

Così al riparo da occhi indiscreti mi avvio alla bilancia, una super bilancia. Una di quelle elettroniche parlanti che misurano peso, altezza, massa magra, età, codice fiscale, dichiarazione dei redditi e l’ultima volta che hai fatto sesso. Va beh.

Salgo sulla bilancia:

- Inserire la moneta

- *clic*

- I soliti ragazzini cretini, salite uno alla volta.

- N-no, guarda che sono da solo.

- Davvero? Prova a scendere con una gamba?

- Fatto.

- Ecco vedi? Il problema di voi umani sta tutto in una gamba. Quando ne metti una va tutto bene come peso, appena salite con la seconda “patatrac”.

- Infatti, mi son sempre chiesto “ma quanto cacchio pesa la seconda gamba?”, ah ah ah…

- Che ridi? C’è da ridere? Ma hai visto il tuo peso?

- Ehm, si… sigh.

- Ora stai fermo che valuto la massa magrAH NO, non ne hai. Tutta grassa.

- Mi stai uccidendo.

- Eh, pensa che non ho ancora finito.

- Cazzo!

- Valuto il rapporto peso/altezza, stai fermo.

- Si – rimango fermo e in quel momento mi accorgo che sto sudando come un opossum rosa del Guatemala himalayano.

- Mmmh

- Cosa intendi per “Mmmh”?

- Secondo i miei calcoli per il peso che hai dovresti essere alto venti centimetri in più.

- Macchecazz…

- Le parolacce!

- Scusa.

- Sono stufa che voi umani venite a pesarvi e poi imprecate con me perché in sovrappeso.

- Perdonami, sei arrabbiata.

- No.

- Ma dai cos’hai?

- No niente, arrivaci da solo.

- Mi… mi dispiace. Ma qualcuno che vada d’accordo con te esiste?

- Si, i magri.

Sconfortato ritiro il biglietto della pesata e scendo. Nel voltarmi mi ritrovo davanti un bambino che con occhi dolci mi guarda. Mi prende la mano e mi dice: - Non preoccuparti è normale, ogni volta che sale mia madre scende piangendo.

Questa sera volevo la pizza, me la meritavo. Posso almeno avvalermi della facoltà di desiderarla indecentemente?

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