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Passi Falsi • False Steps

La vita ai tempi della pandemia - Mondo, Zona Rossa / giorno 25

Qualche spiraglio di luce, e poi, subito il baratro di ripiombare di nuovo nel buio più nero.

La luce: ieri è stato inaugurato il nuovo ospedale Covid, costruito nel tempo record di soli 12 giorni, alla Fiera di Milano (sul modello dell’incredibile ospedale Covid di Wuhan, da 1000 posti letto, costruito in soli sei giorni. Un qualcosa di miracoloso. Impensabile. Un qualcosa che nessuna nazione al mondo sarebbe mai riuscita a fare, se non la Cina).

200 posti di terapia intensiva, con apparecchiature nuovissime.

Creato grazie a 1.200 donazioni, per una raccolta da quasi 21 milioni di euro.

Il buio: il governo, ieri, ha autorizzato i genitori (un solo genitore) a portare fuori i figli, per un’ora d’aria, restando nei pressi delle proprie abitazioni.

Una decisione di una stupidità inaudita, che rischia di vanificare tutti gli sforzi fatti finora per contenere i contagi.

Pensate davvero che i genitori si limiteranno a far passeggiare i pargoletti in religiosa solitudine, vicino a casa, e davvero soltanto per un’ora?

O pensate, invece, che questi amorevoli “genitori”, non avendo un cane da portare fuori, usino i figli come scusa per andarsene allegramente in giro a farsi i cavoli loro, con comunelle varie e assembramenti in parchi e parchetti, perché i “bimbi” devono giocare. Devono socializzare, sennò, poverini, restano traumatizzati, choccati dal cambio della loro routine.

Sì, avete indovinato. È la seconda opzione.

I genitori deficienti, di bambini deficienti (perché la mela non cade mai lontano dall’albero), si rompono le palle a dover sopportare tutto il giorno la loro progenie, abituati com’erano a sbolognare gli infanti a nonni, baby sitter, amici, amanti, doposcuola di qualunque tipo. Tutto, purché i pargoletti stessero fuori dai piedi la maggior parte della giornata.

Così, i genitori deficienti, erano liberi di fare apertivi, cene, di farsi selfie, di ammiccare dalla rete in cerca di avventurette per dare una scossa alle loro squallide vite inutili, mentre i figli erano chissà dove, tenuti da chissà chi.

E invece, ora, il dramma. I genitori deficienti, devono sorbirsi giorno e notte i lamenti, e i piagnistei dei loro bambini deficienti, e non riescono più a tenerli zitti e buoni neppure rimbambendoli con ore e ore di tv, tablet e smartphone.

E allora, ecco l’escamotage: ma sì, portiamoli a pascolare un po’ nei prati, loro che i prati non li hanno visti mai, perché sono la tristissima generazione cresciuta a latte (in polvere) e smartphone. Abbandonati a se stessi, ore e ore nelle loro stanzette o sui divani.

Mentre i genitori deficienti, fanno altro e sono altrove.

I genitori intelligenti (la minoranza), invece, hanno figli intelligenti (sempre per la solita storia dell’albero e della mela, di cui sopra), e nessuno di loro si sognerebbe mai di portarli fuori, se non per dieci minuti sotto casa, vista la gravità della situazione che stiamo vivendo, e l’immensa fatica nel cercare di far diminuire i contagi.

I genitori intelligenti, spiegano ai bambini che di questo virus si può morire, e per non morire, i contagi devono calare, e per calare, bisogna, e si deve, stare in casa.

Avete presente la canzoncina “per fare un albero ci vuole un frutto?” Ecco, riadattatela così: “Per restare vivi, si deve restare a casa”.

I bambini intelligenti, di genitori intelligenti, capiranno.

Lo capiranno, come l’hanno capito prima di loro, i bambini del 1986 (tra cui io), che non potevano uscire se pioveva o c’era vento, e non potevano andare a giocare nell’erba alta, perché era radioattiva. Perché tutto era radioattivo. Perché c’era il disastro immane della centrale nucleare di Chernobyl.

Lo capiranno, come l’hanno capito prima di loro, i bambini ebrei della seconda guerra mondiale, costretti a nascondersi in soffitte o pertugi, senza mai neppure poter aprire una finestra, per cercare di sfuggire alle persecuzioni naziste.

I bambini intelligenti, capiscono la vita e capiscono la morte. E capiscono il pericolo.

E proprio ieri, in America, un altro bambino (perché non sono così pochi i bambini morti di Covid, è ora di capirlo) è morto di Covid-19.

E magari, quel bambino, a casa ci sarebbe rimasto molto volentieri.

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