Tumgir
#vampirism
amberpriceenthusiast · 4 hours ago
Text
I don’t known how to explain this but vampirism and lesbianism are connected and go hand in hand
37 notes · View notes
gothicficbabe · 21 hours ago
Text
Tumblr media
40 notes · View notes
vampiiriic · 20 hours ago
Text
I don't normally dress like this, (I'm usually very casual, especially in the hot summer months), but when I do you all gotta look out 🖤 🧛‍♀️ ⛓
Tumblr media
(She/he)
26 notes · View notes
nugothrhythms · 19 hours ago
Video
youtube
The lovely Madi Danger made a video dedicated to vampire-themed goth music. There are many eras, from the early days of goth to modern day (some of those modern bands being ones we have shared here before), as well as many different subgenres, so you vampire fans of pretty much any music taste can find something that you like.
28 notes · View notes
methodwriting · 5 hours ago
Text
having an office is not enough. i need a coffin
15 notes · View notes
satanicperfection0 · a day ago
Text
𝔐𝔶 𝔰𝔬𝔲𝔩 𝔦𝔰 𝔟𝔩𝔬𝔬𝔡𝔱𝔥𝔦𝔯𝔰𝔱𝔶,
𝔉𝔬𝔯 𝔶𝔬𝔲𝔯 𝔰𝔭𝔦𝔫𝔢-𝔠𝔥𝔦𝔩𝔩𝔦𝔫𝔤 𝔤𝔯𝔦𝔫,
𝔜𝔬𝔲𝔯 𝔴𝔦𝔫𝔢 𝔩𝔦𝔨𝔢 𝔟𝔩𝔬𝔬𝔡,
𝔓𝔲𝔩𝔰𝔢𝔰 𝔩𝔬𝔲𝔡𝔩𝔶 𝔴𝔦𝔱𝔥𝔦𝔫 𝔶𝔬𝔲𝔯 𝔰𝔨𝔦𝔫,
𝔜𝔬𝔲 𝔠𝔩𝔞𝔦𝔪 𝔬𝔲𝔯 𝔰𝔞𝔫𝔤𝔲𝔦𝔫𝔞𝔯𝔶 𝔠𝔬𝔫𝔫𝔢𝔠𝔱𝔦𝔬𝔫,
ℑ𝔰 𝔡𝔦𝔯𝔢 𝔞𝔫𝔡 𝔤𝔯𝔦𝔪,
𝔈𝔳𝔢𝔫 𝔱𝔥𝔬𝔲𝔤𝔥 𝔪𝔶 𝔤𝔥𝔞𝔰𝔱𝔩𝔶 𝔢𝔶𝔢𝔰,
𝔖𝔢𝔢 𝔶𝔬𝔲 𝔴𝔞𝔫𝔱 𝔪𝔢 𝔱𝔬 𝔱𝔞𝔰𝔱𝔢 𝔶𝔬𝔲. . .
𝔏𝔦𝔪𝔟 𝔟𝔶 𝔩𝔦𝔪𝔟
2 notes · View notes
myvampiricworld · a day ago
Text
Tumblr media
8 notes · View notes
emptyspace2001 · a day ago
Text
Anemic vampires
2 notes · View notes
carmillastyria · 2 days ago
Text
little baby vamp abandoned by their maker, camping in woods, sleeping on the side of motorways, lulled to sleep by the sound of rumbling traffic. they are like a cub, small wildcat, not at all threatening, flashing their jaws at any threat.
9 notes · View notes
gothicficbabe · 2 days ago
Text
Tumblr media Tumblr media
credit: lenaberishaofficial on IG🍷🦇
5 notes · View notes
m3t4l-m0uth · 4 days ago
Text
Ok so I think I’m Vampirekin. I've always felt such a connection with vampires and not with humans. I'm really scared to talk about it because I think my friends will think I'm weird but yeah. Thanks for listening.
3 notes · View notes
satanicperfection0 · a day ago
Text
𝕸𝖞 𝖋𝖆𝖓𝖌𝖘 𝖘𝖙𝖆𝖎𝖓𝖊𝖉 𝖜𝖎𝖙𝖍 𝖞𝖔𝖚𝖗 𝖑𝖔𝖛𝖊,
𝕴 𝖑𝖎𝖈𝖐 𝖙𝖍𝖊𝖒 𝖈𝖑𝖊𝖆𝖓 𝖜𝖎𝖙𝖍 𝖒𝖞 𝖇𝖑𝖔𝖔𝖉𝖞 𝖙𝖔𝖓𝖌𝖚𝖊,
𝕴'𝖑𝖑 𝖗𝖊𝖒𝖔𝖛𝖊 𝖒𝖞 𝖑𝖊𝖆𝖙𝖍𝖊𝖗 𝖌𝖑𝖔𝖛𝖊,
𝕬𝖓𝖉 𝖍𝖔𝖑𝖉 𝖞𝖔𝖚𝖗 𝖍𝖊𝖆𝖗𝖙 𝖆𝖒𝖔𝖓𝖌..
𝕸𝖞 𝖘𝖎𝖓𝖎𝖘𝖙𝖊𝖗 𝖈𝖑𝖆𝖜𝖘,
𝕭𝖚𝖙 𝕴 𝖘𝖍𝖆𝖑𝖑 𝖓𝖔𝖙 𝖕𝖎𝖊𝖗𝖈𝖊.
𝕬𝖘 𝕴 𝖑𝖔𝖛𝖊 𝖙𝖍𝖊 𝖜𝖆𝖞 𝖙𝖍𝖊𝖞 𝖋𝖑𝖔𝖜, 𝖞𝖔𝖚𝖗 𝖙𝖊𝖆𝖗𝖘
2 notes · View notes
myvampiricworld · 2 days ago
Text
Tumblr media
5 notes · View notes
carmillastyria · 2 days ago
Text
i like vampires that live through a ridiculous amount of ages but still come out of it smiling. the immortal court jester. im thinking of eric northman here specifically.
i think the only way to survive immortal life is to surrender yourself to absurdity and just enjoy it.
5 notes · View notes
licaliquor · 6 days ago
Text
Royal Vampire x Fem Reader
fantasy scenario x reader (serie)
enemies to lovers
Tumblr media
Era finalmente arrivato l’inverno,dai monti innevati e i ricordi d'infanzia delle fredde giornate trascorse a giocare con la neve,il periodo preferito della vampira figlia dei Veryliomov,la fanciulla più giovane della reggia e dalla bellezza più riservata e composta che si fosse mai vista. Mai creatura della notte dai lineamenti più particolari s’era incontrata aggirarsi nella antica villa della nobile famiglia. Eppure tanto era il suo fascino misterioso quanto il cattivo carattere di cui i familiari l’accusavano ogniqualvolta se ne presentasse l'occasione.
“Sii socievole” “Più sorridente mia cara” “Non si vedono abbastanza i tuoi canini,avanti” “Non puoi restare sempre in camera tua a leggere” La esortavano ad essere più conforme alla famiglia i suoi genitori,ormai quelle frasi le ripeteva spesso insieme a loro, accompagnate sempre da un suo tipico sguardo rivolto verso il cielo,le sapeva a memoria,semplicemente non voleva ascoltarli,non voleva essere come loro. Odiava quel mostrarsi perfetti davanti a tutti,perché nessuno di loro lo era. Osservava da anni i comportamenti della sua lunga stirpe,e non appena il loro falso ridere svaniva si palesavano sempre le persone più meschine con le quali ella avesse mai potuto offendere la sua vista. Avide,perfide,maligne e crudeli,così definiva le persone intorno a lei la giovane che poteva studiarne la vera natura d'ogniuno da vicino,ma solo le maschere che indossavano riuscivano a dar di loro i volti più splenditi nei dipinti di famiglia e nei frequenti balli. Lei non era come loro,e mai lo sarebbe stata,ma non sentirsi parte di ciò che inevitabilmente la circondava la rendeva anche sola,sola tra i parenti,sola nel reame,sempre sola in quella reggia e ancora sola in mezzo a tanta gente. Solo lei e le domestiche,entrate presto in buoni rapporti con la ragazza,sapevano quello che si nascondeva dietro a quelle finte cortesie pubbliche,ma nessuno aveva mai osato smascherare quel teatro d’attori nati da secoli prima la sua nascita.
“Medleys secondo te cosa c’è fuori i cancelli della nostra reggia?“ Chiese la giovane alla solita domestica, mentre pensierosa,seduta al centro del morbido letto a castello,guardava con occhi sognanti la finestra aperta.
“Mia cara,ahimè non posso esservi di alcun aiuto, dovrete farvi rivelare il segreto da vostro zio Ernald,è lui che è sempre in viaggio.” Rispose rammaricata la donna mentre spolverava qualche mensola della camera della ragazza.
“Oh no,io non voglio avere niente a che fare con quella gente…vorrà dire che continuerò a scoprire il mondo pagina dopo pagina se proprio devo.” Lo sguardo della ragazza si ricoprì in breve d'un velo di tristezza mentre seguiva il suo stesso consiglio afferrando uno dei suoi soliti libri,consapevole che se si fosse continuata a comportare così non l’avrebbero mai lasciata varcare i ferri degli slanciati cancelli della villa.
“Signorina seppur essa sia la sua famiglia non posso che concordare con lei,con tutto il rispetto.” Concluse quella breve conversazione la donna presa dalle pulizie.
"Ormai le loro maschere,i loro personaggi hanno talmente preso il sopravvento che in parte si sentono quello che fingono di essere perché hanno dimenticato il loro vero volto...come si riconoscono ancora allo specchio? Anzi come possono persino passare davanti uno specchio d'acqua senza restare terrificati?-" Pensò ad alta voce la ragazza interrompendosi subito all'udire di passi,ben noti a lei,che in lontananza avanzavano verso la sua stanza.
“Signorina,mi raccomando,devi essere in perfetta forma per il ballo in maschera di domani.” Esordì la padrona di casa irrompendo nella stanza della silenziosa dama,confermando a chi appartenessero i precedenti passi.
“Un altro ballo?”Domandò la figlia con aria esausta.
“Per i 3 secoli d’anniversario di me e tuo padre chiaramente.” Spiegò rapidamente la signora dai modi altezzosi.
“Ovviamente,come dimenticare un evento così importante,mi domando se ci sarà un ballo anche per il nostro nuovo gatto a questo punto...” Replicò con sarcasmo ella portandosi una mano alla fronte.
“Niente storie Y/n,lo sai.” Terminò bruscamente la discussione la donna sbattendo la porta alle sue spalle.
"Un ballo in maschera per gente che vive con la maschera sul viso,quale singolare ironia della sorte." Osservò la giovane tornata in compagnia solo della sua fedele domestica.
Eppure quel suo atteggiamento non poteva rallentare il divenire del tempo,e fu sera e fu mattina,e l'ora della celebrazione arrivò come un ospite in anticipo. Anche in quell'occasione non aveva intenzione,come era solita fare,di dare nell’occhio in alcun modo,nella speranza di restare in compagnia delle sue amate pagine e di fatto nel prepararsi aveva lasciato i capelli sciolti,tenuto i suoi gioielli giornalieri, indossato un vestito adeguato ma senza sfarzi,tulle o strati e delle comode scarpe che coperte dalla lunga veste nessuno avrebbe mai visto,soprattutto non essendo mai dell'umore per ballare. Uscì dalla sua camera serenamente sentendosi a suo agio in quelle semplici stoffe ma gli sguardi delle sue sorelle adornate di perle,dagli abiti pomposi e i guanti con orli in pizzo esprimevano un disappunto abituale per la giovane, come un’antica tradizione. Ricambiò quelle attenzioni non richieste non donando loro la soddisfazione nemmeno d'un suo sguardo, iniziando poi a scendere le scale che conducevano alla sala da ballo. Subito notò come le altre erano già in pista con i loro sorrisi più finti sul volto e le mani strette in quelle dei più nobiluomini della notte mascherati,mentre ella non appena ebbe adocchiato un tavolo in un angolino s’era confinata lì in cerca di pace eterna,preferiva morire che assistere ad un'altra serata simile,ma le danze erano cominciate e le regole erano chiare,doveva restare lì.
Aveva appena iniziato a sfogliare le prime pagine quando la coda dell'occhio della ragazza sembrava esser stata catturata da una presenza statica di fronte a lei,ignorò la figura sperando se ne andasse lasciandola indisturbata, ma di darle tregua quella sera non avevano proprio intenzione.
“Sono degno,forse,d’un ballo con voi?” La silouhette di quell'alta figura s'animò d'una persuasiva voce maschile facendole perdere il segno sulla carta e quasi spaventandola,in tutti i maestosi balli che erano stati organizzati lì nessuno le aveva mai chiesto di danzare con lei,non che le mportasse davvero ma non poté che sospettare di quell’invito improvviso. Sollevò lo sguardo dal libro,ancora aperto fra le mani,volgendolo verso lo sconosciuto,ma anche con la maschera era riuscita a riconoscere il vero volto del ragazzo che le porgeva la mano,non vi era inganno che riuscisse a soggiogarla,la giovane scopriva sempre chi vi era sotto la maschera. Allorché seppur forse un’impresa ardua,nei lineamenti nascosti dello straniero riconobbe presto Thomas Lyordiff,il primogenito dell’importante famiglia nobiliare e soprattutto il giovane vampiro più amato,cercato e corteggiato da tutte le dame,non di meno che una delle persone ch’ella meno sopportava alla vista.
Nonostante quell’incontro la rendesse incredula,ora,quel finto gentiluomo ricercato da tutte meno che da lei,dall'altezza notevole,la muscolatura slanciata,le ciocche corvine che incorniciavano le iridi rosse e la carnagiona pallida, era proprio lì,in attesa d'una sua risposta.
“No Thomas”Declinò il cortese invito con fare seccato la ragazza dalla scarsa pazienza.
“Con voi non vi è maschera che tenga,non è vero? Cosa mi ha tradito?… Voi già sapete chi sono eppure io non vi avevo mai notata prima d’ora…” Confessò il gentiluomo con ilarità d’animo,ma la giovane non prestò alcuna attenzione a quelle parole riponendo gli occhi sulle pagine,sperando nuovamente ch'egli semplicemente l'abbandonasse.
“Cosa leggete?” Chiese con curiosità invadente il ragazzo sedendo d’improvviso accanto ad ella che prontamente allontanò il libro dalle grinfie del vampiro, iniziando ad osservarlo con sempre più diffidenza,che intenzioni aveva? Tormentarla tutta la serata finché non le avesse concesso un ballo? Aveva decisamente sbagliato persona,chiunque la conoscesse sapeva che la sua fama da testarda la precedeva ad ogni suo passo.
“Nulla a cui voi possiate aspirare.” Rispose infastidita.
“Voi mi offendete,ho una gran cultura…”Replicò il giovane ottenendo dalla ragazza come risposta solo uno spostarsi da lì,con visibile esasperazione in volto,dirigendosi verso il giardino reale.
“Dove va così di fretta?”Le domandò seguendola,ma all'udire di quelle parole y/n affrettò solo il passo temendo potesse avvicinarsi.
“Come mai così diffidente?” Le chiese ancora palesandosi davanti,a pochi centimetri dal suo volto, bloccandole ogni via d'uscità in quel labirinto di siepi. Lo squadrò confusa di come quel trucco gli fosse riuscito e sempre meno fiduciosa si allontanò rapidamente dal suo corpo.
“Non sono abituata alla sincerità altrui." Rispose istivamente la ragazza, scrutandolo da lontano nell'oscurità del giardino dove ora erano soli.
"Per voi è necessaria una completa fiducia nel parter per accettare un ballo?" Le fece notare con sarcasmo il giovane che lentamente si riavvicinava a lei.
"No ma quando chi non sa accettare la mia risposta mi segue di notte nei giardini reali potrete concedermi dei dubbi sulle vostre intenzioni,non credete?" Ribatté sagacemente ella con aria quasi sfidante.
"Legge molto ma nessuno vi ha insegnato a non rispondere ad una domanda con un'altra domanda?" La incastrò il vampiro dall'espressione furba.
"Non ho più tempo da regalarle" Replicò dandogli poi le spalle in modo imprevedibile, sfuggendo dalla ragnatela ch'egli le stava tessendo intorno parola dopo parola.
"Mi permetta almeno di conoscere il volto della donna dall'animo più crudele ch'io abbia mai incontrato..." Insistette prendendosi gioco di lei,trattenendola per un polso.
La giovane si voltò con i nervi a fior di pelle.
"Alla gente piena di sé come voi basta il proprio di viso." Rispose contenendosi la ragazza,opponendo resistenza alla presa che il nobiluomo aveva ancora sul suo polso.
"Voi cederete. Cederete le vostre difese con me e cadrete nella mia ragnatela." Cercò di persuaderla e quasi costringerla Thomas,come a predirle un inevitabile profezia difronte alla quale avrebbe solo dovuto arrendersi e accettare il suo destino.
"Vi illudete,non sono una delle tante ragazze che vi divertite a rifiutare." Gli tenne testa la dama dall'intenso temperamento.
"Ma lo sarete." Concluse con quelle parole il discorso,lasciando la presa sulla ragazza che non perse occasione per scappare da quella pesante atmosfera.
L'indomani ancora travolta dall'accaduto non riusciva a lasciar andare la rabbia che aveva accumulato la sera precedente,ed era inutile leggere,dilettarsi con il piano o dedicarsi ad una qualsiasi arte,distrarsi non toglieva il ricordo dell'espressione di dominio del ragazzo dalla sua mente e facendo un profondo respiro si rassegnò,decidendosi poi a lasciare la camera ancora alla ricerca della pace che da ieri sperava d'ottenere.
"AAh"Gridò spontaneamente cadendo sulle scale,ma dove aveva la testa? doveva solo scendere i gradini,e come se la bottà non le avesse inflitto abbastanza dolore non appena si guardò intorno di fronte vi era proprio l'odiato protagonista dei suoi ricordi.
"Vi ho trovata finalmente." Esordì il giovane avendo riconosciuto alcuni tratti della ragazza.
"Voi." Replicò sul punto di perdere le staffe la vampira.
"I pensieri su di me vi tormentano al punto da non notare gli scalini forse?" Ricambiò quel brusco saluto infierendo.
"No ma ammetto che la voglia di praticarle della pura violenza fisica potrebbe essermi saltata in mente un paio di volte." Continuò il discorso la giovane afferando la mano ch'egli le porgeva per rialzarsi.
"Quindi confessate d'avervi tormentato l'animo?"Insistette con prontezza l'avversario.
"Vi prego. Risparmiatemi queste mere conversazioni." Replicò ella dall'aria disgustata una volta dopo esser tornata in piedi.
"Dovreste supplicarmi più spesso sà?"Controbattè ostinato ad una sua vincita il ragazzo.
"Si può sapere per quale motivo vi aggirate per casa mia questa mattina?" Domandò la dama con sincera perplessità in volto.
"Non mi ascoltate forse? Vi ho insegnato ieri a non rispondere mai ad una domanda con un'altra domanda." Le rinfacciò egli acquisendo punti in quel duello verbale.
"Rispondete."Ordinò la ragazza con estrema serietà.
"Se proprio mi pregate,volentieri. Vedete ieri avete perso un fermaglio per capelli e si da il caso che un ragazzo molto perspicace come me,avendolo precedentemente visto indosso ad una delle vostre sorelle,abbia riconosciuto che potesse appartenere solo alla vostra famiglia,così son venuto presto a cercare la legittima proprietaria per restituire l'oggetto e scoprire il volto di chi ha osato tenermi testa la scorsa notte." Espresse le sue volontà il Lyordiff fiero delle sue indagini.
"Oh ma per favore. Di quale perspicacia vi vantate? Sul fermaglio vi è letteralmente il nostro stemma,a chi altro poteva appartenere?" Lo smascherò nuovamente con sempre meno pazienza y/n.
"Quante altre volte dovrete smascherarmi ancora prima di concedervi a me?" La sfidò di nuovo il giovane.
"Vi smaschererò fin quando vi saranno inganni. In ogni caso,con permesso,la ringrazio di avermi riportato il fermaglio di famiglia e ora mi congedo." Lo salutò con freddezza la ragazza,continuando a scendere le scale.
"Il vostro volto non basta,rivelatemi il vostro nome." Tentò egli di fermarla per un polso come quella notte.
Ella si voltò ancora una volta,ma prima che potesse replicare la lontana voce della madre la fermò da qualsiasi parola stesse per emettere.
"Y/n! Hai sistemato quelle carte sul tavolo?!" La chiamò la donna iraconda.
"Arrivo!" Rispose lei sospirando.
"Quindi questo è il vostro nome...ma voi non sembrate una domestica,con tutto il rispetto." Confessò il ragazzo perplesso.
"Perché non lo sono,ci sono molte cose che non sapete di me." Lo abbandonò con queste ultime parole proseguendo verso la sua tutrice.
2 notes · View notes